Google torna al minimalismo

Google home page

Uno dei punti di forza di Google rispetto ai concorrenti è sempre stata l’essenzialità della sua interfaccia orientata a porre l’accento sulla ricerca, eliminando tutte le possibili distrazioni.

Negli ultimi anni, però, BigG si è trovata a rilasciare così tanti servizi che la tentazione di utilizzare la propria (visitatissima) home page per promuoverli è risultata troppo forte. Ecco allora comparire link dedicati:

  • alle tipologie di search disponibili (web, immagini, video, mappe, news ecc.)
  • ad altre applicazioni Google (es. Gmail)
  • al lancio di nuovi servizi (sezione “new” presente immediatamente sotto il box del search)
  • alla gestione del proprio account Google (gestione del profilo, logout ecc.).

La scelta di utilizzare link, piuttosto che pulsanti grafici, ha sicuramente consentito a BigG di contenere il grado di complessità dell’interfaccia, pur in presenza di tutti questi elementi.

Evidentemente, però, anche in casa Google si sono resi conto che si stavano facendo prendere un po’ troppo la mano con i link, allontanandosi dal progetto iniziale di massima usabilità.

Da qui la novità annunciata nei giorni scorsi da Marissa Mayer sul Blog di ufficiale dell’azienda: l’effetto “fade in” sulla home page.

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Cosa cerchiamo su Google?

Google ZeitgeistCome ogni fine anno, Google ha pubblicato il Zeitgeist, cioè la lista delle parole più cercate nei vari Paesi del mondo. Vista la “quota di mercato” posseduta da Google nel settore del search, possiamo dire che queste statistiche rispecchiano in modo fedele che cosa gli utenti di Internet cercano nel web.

Questa, ad esempio, è la lista delle 10 parole più cercate su Google in Italia:

  1. facebook
  2. youtube
  3. libero
  4. roma
  5. meteo
  6. giochi
  7. yahoo
  8. netlog
  9. msn
  10. wikipedia

Queste le mie considerazioni:
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Misurare il ROI di una Social Media strategy

Social Media ROI

Nel precedente articolo ho parlato degli strumenti che un’azienda può ottenere grazie all’ingresso nei Social Media, raggruppandoli in tre categorie:

  • un mezzo pubblicitario
  • una piattaforma di comunicazione
  • un canale di customer care.

Ipotizziamo di aver convinto il nostro imprenditore ad investire tempo e soldi nei Social Network. Come qualsiasi imprenditore avveduto, la prossima cosa che ci chiederà sarà: come posso misurare i risultati del mio investimento? In termini economici diremmo che dobbiamo calcolare il ROI della Social Media strategy. Cerchiamo quindi di individuare metriche utili per ognuno dei 3 strumenti identificati sopra.

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Cosa possono fare i Social Media per la tua azienda

Social media

In questo articolo cercherò di rispondere alla domanda che mi sono sentito fare spesso da coloro ai quali proponevo una strategia di approccio ai Social Media: “Cosa ci guadagno?”

La mia risposta lascia di solito a bocca aperta l’interlocutore: “Mettiti il cuore in pace. Non guadagnerai soldi, almeno nel breve termine”.

“E allora? Chi me lo fa fare?”

Entrando nel mondo dei Social Media accederai, in un colpo solo e gratuitamente, a:

  • un mezzo pubblicitario
  • una piattaforma di comunicazione
  • un canale di customer care.

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Infrastrutture sì, ma non telematiche

infrastrutture telematiche

Il comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera a progetti infrastrutturali per 8,7 miliardi di euro tra i quali il Ponte sullo Stretto, la Pedemontana lombarda, il valico Genova-Rotterdam ed altri ancora.

Contestualmente è stato deciso che gli 800 milioni accantonati per portare Internet ad alta velocità (fino a 20 Mb) al 96% della popolazione italiana non potranno essere utilizzati fino al 2011. La motivazione è che questi fondi servono a finanziare iniziative di contrasto alla crisi.

Due sono in pratica i messaggi lanciati dal Governo:

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Google indicizza anche i feed RSS e Atom

RSSL’ultima tendenza nel settore della ricerca è il real time search, cioè la capacità dei motori di indicizzare e mostrare nelle SERP i contenuti creati fino a pochi minuti prima l’effettuazione della query.

Google ha fatto recentemente un nuovo, importante, passo avanti in questa direzione, dichiarando di essere ora in grado di indicizzare anche il contenuto dei feed RSS e Atom.

Questo nuovo modo di fare il crawling dei contenuti va ad aggiungersi ai tre già esistenti:

  • Link: gli spider dei motori di ricerca navigano il web come se fossero un utente, cioè seguendo i link. Avere almeno un link verso la propria pagina era fino a poco tempo fa condizione necessaria, ma non sempre sufficiente, affinchè venisse indicizzata.
  • Segnalazione manuale: se proprio i motori di ricerca non si filano le tue pagine, puoi utilizzare la pagina di segnalazione manuale (qui trovi ad esempio quella di Google). Si tratta tuttavia di un metodo piuttosto macchinoso che non si adatta a siti di grandi dimensioni.
  • XML Sitemap: nate nel 2005 e ormai supportate da tutti i motori, le sitemap sono file XML che contengono la lista degli URL che vogliamo vengano indicizzati, associando ad ognuno di essi alcuni attributi quali titolo, priorità, frequenza di aggiornamento, ecc.).

A queste tre modalità Google aggiunge ora la capacità di indicizzare i feed RSS/Atom derivati da varie fonti: Google Reader, servizi di notifica e ping, accesso diretto ai feed.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche in passato era possibile segnalare un feed come sitemap. Vero, la novità sta nel fatto che ora non è nemmeno più necessario segnalarli nella sitemap. L’unica condizione richiesta da Google per il crawling è che l’accesso al feed non sia impedito dal file robots.txt. Per testare se questo avviene basta utilizzare la funzione “Test robots.txt” all’interno di Google Webmaster Tools.

Resta da capire quale conseguenza avrà questa novità sulla composizione delle SERP. Possiamo immaginare che, rispetto allo stato attuale, vengano ulteriormente premiati i siti che si aggiornano molto frequentemente e che offrono un feed RSS/Atom. Ad occhio e croce sembra l’identikit perfetto del blog… Tu cosa ne pensi?

Se sei indeciso sul fatto di creare o meno un feed, ti consiglio questo mio articolo che tratta del perché conviene offrire un feed del tuo sito.

E, mi raccomando, non dimenticare di iscriverti al feed RSS del BernaBlog :)

I 3 principi cardine per una comunicazione efficace

Comunicare

Questo articolo è rivolto principalmente a chi cura un blog, ma anche chi gestisce un qualsiasi altro sito potrà trovare alcuni suggerimenti utili. Parliamo infatti di come comunicare in modo efficace attraverso il proprio sito web.

Prendendo spunto da un articolo di Darren Rowse, possiamo identificare 3 regole base per garantire che la nostra comunicazione sia efficace:

  1. trasmetti un messaggio
  2. stimola l’interesse
  3. favorisci il ricordo.

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Come costruire URL SEO-friendly

SEO-friendly URL

La struttura dell’URL di una pagina, volgarmente il suo indirizzo Internet, è senza dubbi uno dei fattori che ne influiscono il posizionamento all’interno delle SERP.

Vediamo come ottimizzare in ottica SEO (Search Engine Optimization) gli URL delle pagine che compongono il tuo sito.

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BernaBlog Top 5: luglio-settembre 2009

5

Ecco la lista dei 5 articoli del BernaBlog più letti nel trimestre luglio-settembre 2009:

  1. AdWords pronto ad abbandonare le keywords
  2. La checklist SEO
  3. Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)
  4. Blogroll sì o no?
  5. Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare

L’importanza della sezione “news”

news

Se sei un webmaster affermato forse è meglio che tu non legga questo articolo, immagino lo troverai di una noia mortale. Se, invece, sei proprietario di un sito, magari della tua azienda, voglio darti un consiglio prezioso: crea una sezione “News” e cerca di mantenerla costantemente aggiornata. Ti spiego perché.

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