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	<title>BernaBlog &#187; Blogging</title>
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	<description>Un punto di vista alternativo su Web marketing, SEO/SEM, web trends</description>
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		<title>Come diventare un blogger professionista</title>
		<link>http://www.bernablog.com/1017/come-diventare-blogger-professionista/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[La lamentela più frequente nel mondo del blogging è: “(in Italia) non è possibile vivere facendo solo il blogger”. Probabilmente è così. I casi di successo di blogger professionisti nel Belpaese si contano sulle dita di una mano. Una cosa è certa: se vuoi che il tuo sogno di vivere grazie ai proventi del tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/02/2632270694_9dbe32ec35.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1022" title="Blogger professionista" src="/wp-content/uploads/2010/02/2632270694_9dbe32ec35.jpg" alt="Blogger professionista" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La lamentela più frequente nel mondo del blogging è: “(in Italia) non è possibile vivere facendo solo il blogger”.</p>
<p>Probabilmente è così. I casi di successo di blogger professionisti nel Belpaese si contano sulle dita di una mano. Una cosa è certa: se vuoi che il tuo sogno di vivere grazie ai proventi del tuo blog si avveri devi approcciarlo come faresti con qualsiasi altra attività imprenditoriale. Con un vantaggio: sarai il capo di te stesso.</p>
<p>Vediamo, dunque, come devi comportarti se vuoi <strong>diventare un blogger professionista</strong>.</p>
<p><span id="more-1017"></span></p>
<h2>Pianifica</h2>
<p>Qualsiasi attività economica che si rispetti non può prescindere dalla pianificazione, da intendere sotto due punti di vista:</p>
<ul>
<li><strong>Pianifica le attività</strong>: all’inizio      di ogni anno dovrai programmare le attività che intendi svolgere. In un      blog questo significa decidere la frequenza con la quale postare (e di      conseguenza quanti articoli orientativamente scriverai nell’anno) e      stimare il tempo medio impiegato per scrivere un articolo. Moltiplicando      questi due valori otterrai un’indicazione delle tue ore di lavoro      complessive nell’anno.<br />
La pianificazione porta con sé un beneficio impagabile: ti obbligherà a definire degli obiettivi misurabili in termini di numero di articoli, visitatori, citazioni ricevute ecc.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Definisci un budget</strong>: programmare      significa anche fare una pianificazione finanziaria. L’arduo compito che      ti attende è quello di stimare le potenziali entrate ed uscite dell’anno.
<ul>
<li>Entrate:       AdSense, programmi di affiliazione, accordi diretti con inserzionisti,       vendita di e-book, consulenze ecc.</li>
<li>Uscite:       dominio, hosting del sito, compensi di eventuali collaboratori (grafici o       altri autori di articoli), costi di promozione (es. campagne PPC),       strumenti di comunicazione (biglietti da visita, carta intestata ecc.),       spese per la partecipazione ad eventi o fiere di settore ecc.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Va da sé che nella tua pianificazione le entrate dovranno almeno bilanciare le uscite…</p>
<h2>Misura</h2>
<p>La <strong>pianificazione</strong> non può essere concepita in modo dissociato dal <strong>monitoraggio</strong>. Ogni volta che programmi qualcosa e definisci un obiettivo, strategico o finanziario che sia, devi prevedere dei momenti periodici nei quali smetti di correre e “tiri una riga”. In questi momenti dovrai:</p>
<ul>
<li>misurare      quello che hai fatto fino a quel momento</li>
<li>calcolare      gli scostamenti rispetto alle tue previsioni, identificando dove possibile      le cause</li>
<li>(se      necessario) rivedere le tue stime.</li>
</ul>
<h2>Fatti aiutare</h2>
<p>Come avrai capito, se intendi essere “imprenditore di te stesso” ti troverai a dover fare molte cose che vanno oltre la scrittura degli articoli, che non ti piacciono o che non sei in grado di fare. Considera quindi la possibilità di <strong>rivolgerti ad esperti</strong> che ti supportino. Ecco alcuni esempi di attività per le quali potresti aver bisogno di un aiuto esterno:</p>
<ul>
<li>comunicazione      e promozione (creazione del logo e della grafica del sito, ideazione e      produzione degli strumenti di comunicazione, gestione di campagne      pay-per-click ecc.)</li>
<li>gestione      finanziaria dell’attività (budgeting e tenuta della contabilità)</li>
<li>questioni      legali sulla protezione dei tuoi contenuti (copyright).</li>
</ul>
<h2>Ricordati di essere un professionista</h2>
<p>Leggendo il punto precedente qualcuno avrà pensato: <em>“ma io me la cavo a fare queste cose…posso farcela anche da solo/a…”</em></p>
<p>Il termine “blogger professionista” richiede che tutto ciò che fai abbia uno <strong>standard qualitativo elevato</strong>. Ecco perché non è sufficiente “cavarsela”; se ritieni di non avere le competenze necessarie per garantire un livello qualitativo adeguato, fatti aiutare (e rileggi il punto precedente)  <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Fòrmati e Infòrmati</h2>
<p>L’elemento più importante su cui verrà valutato il tuo lavoro è la qualità di ciò che scrivi. Per produrre buoni contenuti devi necessariamente avere un’ottima padronanza del dominio di cui tratterai. Ricorri quindi a tutte le fonti disponibili online (siti, newsletter, feed RSS ecc.) e offline (master, corsi di formazione, fiere, convegni ecc.) per <strong>formarti e rimanere costantemente aggiornato</strong> sui temi di tuo interesse.</p>
<h2>Non pensare da imprenditore</h2>
<p><em>Ma come, non hai detto che dobbiamo essere imprenditori di noi stessi?</em></p>
<p>E’ così. Fai però attenzione ad evitare di pensare troppo da freddo calcolatore ed a concentrarti eccessivamente sul profitto. Punta invece alla <strong>qualità dei contenuti</strong>; il profitto arriverà di conseguenza, sempre se rispetterai tutte le altre regole di questo articolo <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fonte: <a title="ProBlogger" href="http://www.problogger.net/archives/2010/02/05/what-does-treating-your-blog-like-a-business-really-mean/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ProbloggerHelpingBloggersEarnMoney+%28ProBlogger%3A+Helping+Bloggers+Earn+Money%29" target="_blank">www.problogger.net</a>
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		<item>
		<title>7 passi per garantire l’indicizzazione dei tuoi articoli</title>
		<link>http://www.bernablog.com/992/7-passi-garantire-indicizzazione-articoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 05:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>

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		<description><![CDATA[Se sei possessore di un blog, gran parte delle visite al tuo sito provengono probabilmente dai motori di ricerca, una fonte di traffico che è necessario alimentare continuamente. In che modo? L’unica strada è fare tutto il possibile per favorire l’indicizzazione dei tuoi contenuti. Ecco allora 7 consigli su come ottimizzare i tuoi articoli per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei possessore di un blog, gran parte delle visite al tuo sito provengono probabilmente dai motori di ricerca, una fonte di traffico che è necessario alimentare continuamente. In che modo? L’unica strada è fare tutto il possibile per favorire l’indicizzazione dei tuoi contenuti.<br />
Ecco allora <strong>7 consigli su come ottimizzare i tuoi articoli per i motori di ricerca</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/01/ottimizzare-articoli.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-993" title="Ottimizzare gli articoli per i motori di ricerca" src="/wp-content/uploads/2010/01/ottimizzare-articoli.gif" alt="" width="500" height="685" /></a><span id="more-992"></span></p>
<h2>0. Title, description e keywords</h2>
<p><em>Ma come, partiamo da zero?</em><br />
Sì, e non a caso. Identifichiamo questa fase con il numero zero a significare che si tratta di azioni che non impattano la parte visibile dell’articolo (lo zero come assenza), ma che rivestono un’importanza cruciale dal punto di vista della Search Engine Optimization (SEO). Ci riferiamo, in particolare, alla necessità di scrivere adeguatamente i tre meta-tag <em>title</em>, <em>description</em> e <em>keywords</em>, in rigoroso ordine di importanza:</p>
<ul>
<li><strong>Title</strong>: il meta-tag più importante per      un duplice motivo:<br />
<strong>&gt;</strong> È       uno dei fattori on page più rilevanti per la definizione del ranking<br />
<strong>&gt;</strong> Viene       utilizzato dai motori di ricerca per identificare i singoli risultati nelle       SERP.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Scrivi quindi un titolo che contenga le keywords principali del tuo articolo e che, al tempo stesso, colpisca l’utente nella giungla dei risultati restituiti dai motori.</p>
<ul>
<li><strong>Description</strong>: non viene considerato      nella determinazione del ranking, ma ha un’importanza fondamentale perché      quasi tutti i motori le utilizzano per creare le “snippet”, le 2 o 3 righe      descrittive di ogni risultato. Usalo per descrivere in modo chiaro,      conciso (massimo 160 caratteri) e naturale (pensando ai tuoi lettori      piuttosto che ai motori) il contenuto della pagina.</li>
<li><strong>Keywords</strong>: hanno lo scopo di      identificare il tema di cui tratta l’articolo, ma sono ormai <a title="Il meta-tag keywords" href="http://www.bernablog.com/781/google-il-metatag-keywords-e-morto/" target="_blank">ignorate da      quasi tutti i motori di ricerca</a>.      Se sei di fretta puoi anche non occupartene.</li>
</ul>
<p>Per un ulteriore approfondimento su questi meta-tag ti consiglio di consultare la mia <a title="Checklist SEO" href="http://www.bernablog.com/772/la-checklist-seo/" target="_blank">checklist SEO</a>.</p>
<h2>1. Racchiudi il titolo tra i tag &lt;H1&gt; e &lt;/H1&gt;</h2>
<p>A differenza del punto precedente, in cui facevamo riferimento al meta-tag HTML “title”, qui parliamo del vero e proprio titolo dell’articolo. Racchiudendolo tra i tag &lt;H1&gt; e &lt;/H1&gt; stiamo dicendo al bot che all’interno di quella frase deve individuare il tema trattato dall’articolo. <strong>Cerca quindi di utilizzare il maggior numero di keywords</strong>, ricordandoti sempre che il titolo deve essere scritto prima di tutto per i tuoi lettori e, solo in seconda battuta, per i motori.</p>
<p>Se poi il tuo articolo è organizzato in paragrafi e sotto-paragrafi, racchiudi i relativi titoli tra i tag &lt;H2&gt;, &lt;H3&gt; e così via.</p>
<h2>2. Usa le keywords nel nome del file</h2>
<p>Se vuoi approfondire il punto, ti consiglio questo articolo su <a title="Come costruire URL SEO-friendly" href="http://www.bernablog.com/838/come-costruire-url-seo-friendly/" target="_blank">Come costruire URL SEO-friendly.</a></p>
<h2>3. Usa le keywords nel testo dell’articolo</h2>
<p>Uno dei fattori che i motori utilizzano per classificare i siti è la <strong>densità di keywords</strong> all’interno delle pagine. Cerca quindi di fare un uso massiccio, soprattutto nei primi paragrafi, delle parole chiave per le quali vuoi posizionarti.</p>
<p>Per dare maggior risalto alle keywords puoi anche far ricorso al grassetto tramite i tag HTML &lt;B&gt; e &lt;strong&gt;.</p>
<p>Una raccomandazione, a rischio di risultare pedante: quando hai finito l’articolo rileggilo e assicurati che la lettura scorra fluida. Se ti accorgi di aver usato troppo spesso gli stessi termini, sostituiscili con qualche sinonimo. Forse perderai una posizione nelle SERP, ma i tuoi lettori ti ringrazieranno.</p>
<h2>4. Pubblica l’articolo sul tuo sito</h2>
<p>Se sei arrivato alla fase 3 significa che hai completato la scrittura dell’articolo e l’ottimizzazione dei fattori non visibili. Sei quindi pronto a pubblicare l’articolo sul tuo sito.</p>
<h2>5. Aspetta che l’articolo venga indicizzato</h2>
<p>Il mondo del search si sta muovendo sempre più verso il “<strong>real time search</strong>” che si pone l’obiettivo di indicizzare i nuovi contenuti quasi in tempo reale, pochi minuti dopo la loro pubblicazione. Se tutto va bene, quindi, non dovrai aspettare più di qualche ora prima di vedere il tuo articolo comparire nell’indice dei principali motori di ricerca.</p>
<p>Se sei il curatore di un blog puoi ulteriormente ridurre il tempo di attesa sfruttando i cosiddetti <strong>servizi di ping</strong>, sistemi che segnalano ad una serie di fonti le modifiche avvenute nel blog. <a title="Servizi di pingback" href="http://www.instant-info-online.com/wordpress-compressed-all-inclusive-ping-list.html" target="_blank">Qui</a> puoi trovare la lista di ping server messa a disposizione da WordPress.</p>
<h2>6. Diffondi l’articolo</h2>
<p>Il metodo migliore per migliorare il ranking del proprio sito e scalare le SERP è da sempre quello di <strong>ottenere il maggior numero di link in ingresso</strong>.</p>
<p>Se tutto va bene, cioè se hai scritto contenuti di qualità, i link (tra l’altro quelli di maggiore qualità agli occhi dei motori) verranno spontaneamente. Se però vuoi favorire questo processo puoi ricorrere principalmente a tre strumenti:</p>
<ul>
<li>Siti di article marketing, soprattutto se l’articolo può assumere la forma di un comunicato stampa</li>
<li>Siti di news rating (Digg, Diggita, OkNotizie ecc.)</li>
<li>Social network (Facebook e Twitter).</li>
</ul>
<p>Lasciami un commento con i metodi che usi tu per favorire l’indicizzazione dei tuoi articoli!
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		</item>
		<item>
		<title>5 cose &#8220;Il Signore degli Anelli&#8221; può insegnare ad un blogger</title>
		<link>http://www.bernablog.com/978/5-cose-il-signore-degli-anelli-puo-insegnare-ad-un-blogger/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 11:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante le vacanze natalizie ho approfittato per rivedere la trilogia cinematografica de “Il Signore degli Anelli”. Sarà che si è trattato della mia prima visione da blogger, ma questa volta mi ha aperto gli occhi su come la saga possa insegnare molto a chi gestisce un blog. 1. Sii originale (ma non a tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-981" title="Il Signore degli Anelli" src="/wp-content/uploads/2010/01/signore_degli_anelli1.jpg" alt="" width="300" height="260" /></p>
<p>Durante le vacanze natalizie ho approfittato per rivedere la trilogia cinematografica de “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Signore_degli_Anelli_%28film%29" target="_blank">Il Signore degli Anelli</a>”.</p>
<p>Sarà che si è trattato della mia prima visione da blogger, ma questa volta mi ha aperto gli occhi su come la saga possa insegnare molto a chi gestisce un blog.</p>
<p><span id="more-978"></span></p>
<h2>1. Sii originale (ma non a tutti i costi)</h2>
<p>Lo so, non ti sto dicendo nulla di nuovo. Praticamente su ogni pagina web che tratta di blogging risuona il monito: “sii originale”. La raccomandazione è di creare contenuti nuovi, di non scimmiottare ciò che è già stato fatto da altri.</p>
<p>Spesso però quello dell’originalità diventa un ostacolo insormontabile, che ci impedisce di metterci davanti alla tastiera ed iniziare a scrivere in libertà.</p>
<p>Specialmente se sei un blogger alle prime armi, allora, io vado in controtendenza e ti dico: <strong>non aspettare di avere qualcosa di assolutamente innovativo da scrivere</strong>. Nel mare magnum di Internet ci sarà quasi sicuramente qualcuno che ha già espresso un concetto simile a quello che hai in testa. Non ti sto dicendo di copiare in toto gli articoli altrui, ovvio, ma di non aver paura a trattare temi sui quali altri si sono già cimentati. Se è vero che ognuno di noi è un <em>unicum</em>, il tuo punto di vista non potrà coincidere perfettamente con quello dei tuoi “concorrenti”, specialmente se ti sei documentato a dovere.</p>
<p>In altre parole, <strong>se non puoi distinguerti nella sostanza, cerca di farlo nella forma</strong>. Se i temi che tratti non sono originali, puoi differenziarti per il modo in cui li tratti: puoi essere più chiaro, più competente, o più aggiornato rispetto ai tuoi competitor.</p>
<p><em>Cosa c’entra “Il Signore degli Anelli” con tutto questo?</em><br />
Come sicuramente saprai la saga è basata sull’omonimo romanzo di Tolkien. Della serie: niente di nuovo nella sostanza, ma un capolavoro nella forma.</p>
<h2>2. Suddividi i contenuti complessi</h2>
<p>Il Signore degli Anelli, come tutte le saghe cinematografiche, ci insegna a far rendere al meglio il materiale a nostra disposizione.</p>
<p>Se hai deciso di affrontare un tema complesso, <strong>non concentrare tutto in un unico articolo</strong> (troppo) lungo. Suddividilo invece in varie parti, organizzate ovviamente secondo logica. Da parte tua otterrai due benefici:</p>
<ul>
<li>Avrai      creato materiale per diversi articoli</li>
<li>Invoglierai      i tuoi lettori a ritornare sul tuo blog o ad iscriversi al tuo <a title="Feed RSS del BernaBlog" href="http://feedproxy.google.com/bernablog" target="_blank">feed RSS</a> per non perdersi gli “episodi” successivi.</li>
</ul>
<h2>3. Crea suspance</h2>
<p>Il lettore deve essere spinto a procedere nel percorso che hai preparato per lui.</p>
<p>Al termine di ogni articolo, quindi, <strong>fai un accenno ai contenuti che verranno presentati nel post successivo</strong>, anticipando anche quando i nuovi contenuti saranno disponibili.</p>
<p>Non vorrai che i tuoi lettori non dormano la notte per colpa tua, vero?  <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>4. Riprendi il filo del discorso</h2>
<p>Non puoi avere la certezza che chi sta leggendo un tuo post abbia avuto accesso anche ai precedenti della stessa serie. All’inizio dell’articolo, quindi, <strong>fai un breve “riassunto delle puntate precedenti”</strong>, mettendo un link ai relativi articoli.</p>
<h2>5. Crea un “lieto fine”</h2>
<p>Il cinema, soprattutto quello americano, in questo è maestro: fai contento lo spettatore.</p>
<p>Nel campo del blogging non si tratta di prevedere un “lieto fine”, ma di fare in modo che al lettore rimanga qualcosa di positivo dalla lettura dell’articolo. In cosa consiste la “positività” dipende dall’obiettivo che ti ponevi con quel post: utilità se il tuo scopo era dare consigli pratici, informazione se il tuo obiettivo era aggiornare, divertimento se volevi far ridere e così via.</p>
<p>Insomma, <strong>dai al lettore ciò che si aspetta da te</strong>.</p>
<p>E tu, cos’altro hai imparato dalla trilogia de “Il Signore degli Anelli”?</p>
<p>Immagine: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Unico_Anello.png" target="_blank">Wikipedia</a>
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		<item>
		<title>I 3 principi cardine per una comunicazione efficace</title>
		<link>http://www.bernablog.com/850/3-principi-cardine-comunicazione-efficace/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 05:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo è rivolto principalmente a chi cura un blog, ma anche chi gestisce un qualsiasi altro sito potrà trovare alcuni suggerimenti utili. Parliamo infatti di come comunicare in modo efficace attraverso il proprio sito web. Prendendo spunto da un articolo di Darren Rowse, possiamo identificare 3 regole base per garantire che la nostra comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-852" title="Comunicare" src="/wp-content/uploads/2009/10/megafono.jpg" alt="Comunicare" width="400" height="330" /></p>
<p>Questo articolo è rivolto principalmente a chi cura un blog, ma anche chi gestisce un qualsiasi altro sito potrà trovare alcuni suggerimenti utili. Parliamo infatti di come comunicare in modo efficace attraverso il proprio sito web.</p>
<p>Prendendo spunto da un articolo di <a title="3 Principles of Effective Communication" href="http://www.problogger.net/archives/2009/10/07/3-principles-of-effective-communication/" target="_blank">Darren Rowse</a>, possiamo identificare <strong>3 regole base per garantire che la nostra comunicazione sia efficace</strong>:</p>
<ol>
<li>trasmetti      un messaggio</li>
<li>stimola      l’interesse</li>
<li>favorisci      il ricordo.</li>
</ol>
<p><span id="more-850"></span></p>
<h2>1. Trasmetti un messaggio</h2>
<p>A prima vista questo punto può sembrare estremamente banale. E’ chiaro che, nel momento in cui scrivo un post, sto trasmettendo un messaggio. Certo, dietro ogni articolo c’è un messaggio che vogliamo convogliare ai nostri lettori; non sempre però questo messaggio è chiaro a chi sta dall’altra parte dello schermo.</p>
<p>Quando approcci un nuovo articolo, cerca di seguire questo schema:</p>
<ul>
<li>prima      di iniziare a scrivere, fai in modo di aver chiaro nella tua mente ciò che      vuoi dire ai tuoi lettori</li>
<li>in      apertura dell’articolo dichiarane l’obiettivo, rendendolo così palese a      chi legge</li>
<li>in      chiusura dell’articolo riassumi le conclusioni e cerca di coinvolgere il      lettore con una “call to action” (lascia un commento, iscriviti al feed      RSS, iscriviti alla newsletter, acquista un e-book ecc.).</li>
</ul>
<h2>2. Stimola l’interesse</h2>
<p>Per fare in modo che il lettore giunga fino alla fine del tuo articolo devi stimolare il suo interesse, tenendolo “incollato” al monitor. Un lettore interessato, infatti, è colui che più probabilmente:</p>
<ul>
<li>compie      l’azione voluta (vedi call to action)</li>
<li>legge      altri articoli correlati (aumento pageviews, riduzione bounce rate)</li>
<li>parla      di te ad altri e ti cita (link building)</li>
<li>interagisce      con te lasciando un commento (community building e fidelizzazione).</li>
</ul>
<p>Ora la domanda è: <em>come stimolare l’interesse dei propri lettori?</em></p>
<p>L’unica strada, certo non semplice, è quella di essere utile in qualche modo, dando consigli che possano migliorare, o almeno arricchire, la loro vita personale o professionale.<br />
Troppo generico? Me ne rendo conto, ma solo entrando nel dettaglio del singolo settore o della tematica specifica potremmo essere più concreti.</p>
<p>Un consiglio pratico voglio però dartelo: se decidi di avventurarti nell’apertura di un blog, scegli un tema che ti appassiona (la passione diventerà un stimolo irrinunciabile quando verranno i tempi bui e avrai la tentazione di abbandonare tutto) e sul quale sei competente. La conoscenza del dominio che scegli ti consentirà di scrivere cose importanti per i tuoi lettori. Per contro, se ti limiterai a scrivere banalità, difficilmente otterrai l’interesse di molte persone.</p>
<h2>3. Favorisci il ricordo</h2>
<p>Parafrasando una nota pubblicità di pneumatici, potremmo dire che “l’interesse è nulla senza il ricordo”.</p>
<p>Viviamo nell’information age, costantemente bombardati da informazioni. Per emergere in questa giungla mediatica è necessario trovare la chiave di volta per essere ricordati. Solo a questa condizione l’utente potrà compiere le azioni che abbiamo elencato al punto precedente, facendo la felicità di noi blogger.</p>
<p><em>Quali armi utilizzare per colpire il lettore?</em></p>
<p>L’elemento per essere ricordati può essere il tema scelto, lo stile con cui lo tratti, le conclusioni a cui arrivi, l’uso di immagini o video che stimolano particolari emozioni. Non importa a quale strumento ricorri (probabilmente nella vita del tuo blog li utilizzerai tutti), l’essenziale è cercare di rimanere impresso nella mente dei tuoi visitatori.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Riassumendo i tre principi in una sola frase: per avere successo con il tuo blog devi aver qualcosa da dire che sia interessante per i tuoi lettori, e devi scriverlo in una forma che rimanga impressa nelle loro menti. Insomma, <strong>devi ricercare il giusto mix di forma e sostanza.</strong></p>
<p>L’ultimo consiglio che voglio darti è questo: proprio perché sono gli utenti a determinare il successo o il fallimento del tuo progetto, cerca di capire da loro cosa non va nel tuo blog per migliorarti in continuazione.</p>
<p>A proposito, perché non lasci un commento con la tua opinione sul <a title="BernaBlog" href="http://www.bernablog.com">BernaBlog</a>? <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/altemark/" target="_blank">altermark</a></em>
<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.bernablog.com%2F850%2F3-principi-cardine-comunicazione-efficace%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<h2  class="related_post_title">Articoli correlati</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.bernablog.com/992/7-passi-garantire-indicizzazione-articoli/" title="7 passi per garantire l’indicizzazione dei tuoi articoli">7 passi per garantire l’indicizzazione dei tuoi articoli</a></li><li><a href="http://www.bernablog.com/645/perche-offrire-un-feed-rss-del-tuo-blog/" title="Perché offrire un feed RSS del tuo blog">Perché offrire un feed RSS del tuo blog</a></li><li><a href="http://www.bernablog.com/500/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare-seconda-parte/" title="Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)">Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perché offrire un feed RSS del tuo blog</title>
		<link>http://www.bernablog.com/645/perche-offrire-un-feed-rss-del-tuo-blog/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/645/perche-offrire-un-feed-rss-del-tuo-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 05:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>
		<category><![CDATA[reputation]]></category>
		<category><![CDATA[RSS]]></category>

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		<description><![CDATA[Se sei curatore di un blog, prima o poi ti sarai posto la fatidica domanda: perché offrire la sottoscrizione al blog tramite feed, eliminando in tal modo una potenziale fonte di accessi (e di guadagno) al sito? E’ infatti molto probabile che chi legge i tuoi post via RSS non acceda alle pagine del sito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-656" title="RSS" src="/wp-content/uploads/2009/08/rss.jpg" alt="RSS" width="270" height="270" /></p>
<p>Se sei curatore di un blog, prima o poi ti sarai posto la fatidica domanda: perché offrire la sottoscrizione al blog tramite feed, eliminando in tal modo una potenziale fonte di accessi (e di guadagno) al sito? E’ infatti molto probabile che chi legge i tuoi post via RSS non acceda alle pagine del sito.</p>
<p>Ti spiego perché, nonostante questo, è opportuno prevedere l’abbonamento al tuo sito tramite feed RSS.<br />
<span id="more-645"></span></p>
<ol>
<li>
<h4>Non rischiare di perdere potenziali visitatori</h4>
</li>
<p>Sei sicuro che tutti i tuoi potenziali utenti vogliano prendersi la briga di visitare regolarmente il sito per controllare se hai qualcosa di nuovo da dire? Probabilmente la risposta è no; molti di loro apprezzeranno il fatto di avere a disposizione i tuoi contenuti in modalità “push”, senza doversi attivare in alcun modo. Sei disposto a correre il rischio di perdere questa non trascurabile fetta di utenti?</p>
<li>
<h4>Usa il feed per comunicare con i sottoscrittori</h4>
</li>
<p>Come accennavo sopra, il feed ti offre un’opportunità unica per comunicare con i tuoi lettori in modalità “push”. Sei tu che decidi la tempistica, la modalità e il contenuto della comunicazione. Cerca di sfruttare nel modo migliore questo potenziale.</p>
<li>
<h4>Fai in modo che gli iscritti al feed lavorino per te</h4>
</li>
<p>Quella di chi si iscrive regolarmente ai feed RSS è ancora oggi una nicchia, anche se costantemente in crescita. Queste persone hanno tipicamente una buona dimestichezza con Internet ed i suoi servizi; probabilmente sono a loro volta curatori di blog, partecipano attivamente ai forum, gestiscono profili sui principali social network, votano e commentano le news sui siti di social news. Insomma, hanno il profilo ideale per diventare degli opinion leader in grado di influenzare le decisioni (tra cui quella di visitare il tuo blog) di molti altri utenti.</p>
<p>Tornando al punto precedente, sfrutta il feed per comunicare con queste persone, sapendo che quello che scriverai potrà avere un effetto indiretto su un numero molto maggiore di utenti.</p>
<li>
<h4>Non farti ossessionare dal traffico</h4>
</li>
<p>Ci siamo passati tutti: i primi mesi di vita del nostro blog li abbiamo trascorsi guardando quotidianamente le statistiche sugli accessi, esaltandoci ad ogni impennata del grafico e deprimendoci ad ogni caduta.</p>
<p>Con il tempo, seguendo i consigli degli esperti, ho imparato a non farmi ossessionare dal traffico. Massimizzare il numero di visitatori non deve, infatti, essere il tuo/nostro obiettivo, almeno in prima battuta. Focalizzati, invece, sul costruire credibilità e una buona reputazione online (a questo proposito ti consiglio un mio articolo recente su <a title="Come guadagnare credibilità online" href="http://www.bernablog.com/614/guadagnare-credibilita-online/" target="_blank">Come guadagnare credibilità online</a>). Se avrai successo in questa strategia, molte persone (e molti siti) parleranno di te e citeranno i tuoi articoli, portandoti le tanto agognate visite.</p>
<li>
<h4>Non solo online advertising</h4>
</li>
<p>Il modo più semplice per monetizzare un blog è il ricorso all’advertising online (AdSense, display advertising, programmi di affiliazione ecc.). Concentrandoci su queste potenziali fonti di reddito finiamo spesso per dimenticare che è possibile guadagnare con un blog anche (e soprattutto) in modo indiretto. Come? La risposta sta nel punto precedente. Se riuscirai a costruire una buona reputazione online e ad essere riconosciuto come un esperto del tuo settore, quasi certamente attirerai nuove offerte di lavoro e nuovi incarichi che, ci si augura, genereranno entrate.</p>
<p>Se hai ancora dei dubbi sul fatto che, almeno in Italia, sia più semplice guadagnare con l’indotto di un blog che non con il relativo online advertising, leggi questo interessante <a title="Guadagnare con un blog" href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/04/l-illusione-di-guadagnare-con-un-blog.html" target="_blank">articolo del Tagliaerbe</a>.</p>
<li>
<h4>Fai convivere RSS e advertising</h4>
<ul>
<li>utilizza      programmi che ti consentono di includere annunci pubblicitari all’interno      degli articoli nel feed (il classico AdSense lo fa)</li>
<li>pubblica      nel feed solo un estratto dei tuoi post, rimandando con un link      all’articolo completo sul sito.</li>
</ul>
</li>
<p>Se sei preoccupato del fatto che i tuoi abbonati al feed non accederanno al sito e non cliccheranno sui tuoi annunci/banner, puoi prendere queste due “contromisure”:</p>
<li>
<h4>Attira gli abbonati al feed sul tuo sito</h4>
<ul>
<li>stimola      i commenti, ad es. terminando ogni post con una domanda (non si può      commentare senza accedere al sito, giusto?)</li>
<li>lancia      dei sondaggi</li>
<li>linka      tuoi articoli precedenti</li>
<li>offri      sul sito contenuti extra (es. video, podcast o altro).</li>
</ul>
</li>
<p>Il fatto che una persona sia abbonata al feed non significa che per principio non possa anche visitare il tuo sito. Sta a te stimolare questi utenti attirandoli sulle pagine del blog. In che modo? Ecco alcuni esempi:</ol>
<p>Allora, cosa aspetti, <a title="Iscrivit al feed RSS del BernaBlog" href="http://feedproxy.google.com/bernablog" target="_blank">iscriviti subito al feed RSS del BernaBlog</a>!  <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Fonte: http://www.problogger.net/archives/2008/11/14/are-rss-subscribers-worthwhile-if-they-dont-visit-your-blog/</em>
<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.bernablog.com%2F645%2Fperche-offrire-un-feed-rss-del-tuo-blog%2F&amp;source=bernablog&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come guadagnare credibilità online</title>
		<link>http://www.bernablog.com/614/guadagnare-credibilita-online/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/614/guadagnare-credibilita-online/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 05:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie al blogger professionista Darren Rowse ho scoperto la Credibility Pyramid (la Piramide della Credibilità), una teoria che illustra come comportarsi per essere credibili di fronte al proprio audience. Questa teoria è stata originariamente elaborata per chi ha occasione di parlare spesso in pubblico come insegnanti, speaker di conferenze, leader di gruppi di lavoro, manager [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-616 aligncenter" title="Credibilità online" src="/wp-content/uploads/2009/07/credibilita_online.gif" alt="Credibilità online" width="400" height="186" /><br />
Grazie al blogger professionista <a title="ProBlogger Blog" href="http://www.problogger.net/blog/" target="_blank">Darren Rowse</a> ho scoperto la <em>Credibility Pyramid</em> (la Piramide della Credibilità), una teoria che illustra come comportarsi per essere credibili di fronte al proprio audience. Questa teoria è stata originariamente elaborata per chi ha occasione di parlare spesso in pubblico come insegnanti, speaker di conferenze, leader di gruppi di lavoro, manager ecc. Il passo per estenderla anche ai blogger è, tuttavia, brevissimo. Analizziamo dunque in che cosa consiste questa piramide.</p>
<p><strong>Credibilità = Conoscenza + Focus + Entusiasmo + Attenzione</strong></p>
<p><strong><span id="more-614"></span></strong></p>
<h3>Conoscenza</h3>
<p>Alla base della piramide è situata la conoscenza, a cui può essere assegnato un valore pari al 10% rispetto al totale.<br />
Il fatto che sia posta alla base non è casuale: tutto ciò che sta sopra non ha significato (ed è destinato a crollare) se ciò che dici o scrivi non è supportato da un&#8217;adeguata conoscenza della tematica di cui tratti.</p>
<p>Ti stai chiedendo come accrescere la tua conoscenza? La risposta è nota, metterla in pratica è più difficile <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Leggi libri, riviste, blog e altre risorse online, segui corsi di formazione, osserva le persone più preparate di te. Soprattutto, non cessare mai di ricercare, non pensare mai di essere giunto al limite massimo di ciò che potevi imparare. In altre parole, pensa sempre che al mondo c&#8217;è qualcuno più esperto di te <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Se hai qualche problema a disciplinarti nella tua formazione, ti consiglio <a title="Crescita personale" href="http://www.efficacemente.com/" target="_blank">EfficaceMente</a>, blog dell’ottimo Andrea Giuliodori sulla crescita personale.</p>
<h3>Focus</h3>
<p>Chi si occupa a qualsiasi titolo di comunicazione conoscerà certamente la regola aurea: “comunica uno e un solo messaggio per volta”. Ricondotto al caso dei blog, questo significa:</p>
<ul>
<li>scegli con cura la tematica del tuo blog focalizzandoti su un tema specifico. Ti viene in mente il nome di qualche famoso blog “generalista”? Appunto <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li>in ogni articolo del tuo blog affronta un solo argomento. Se hai molti temi da trattare e tante cose da dire … meglio, avrai materiale per diversi post.</li>
</ul>
<p>L’essere focalizzato su una tematica specifica ti garantirà un altro “15% di credibilità”.</p>
<h3>Entusiasmo</h3>
<p>Ben il 25% della tua credibilità dipende dall’entusiasmo che metti nella comunicazione.<br />
L’entusiasmo è a sua volta strettamente legato con <strong>l’interesse</strong>. Se parli di qualcosa che ti coinvolge risulterai naturalmente entusiasta, fino a diventare contagioso nei confronti dei tuoi lettori.<br />
L’entusiasmo è anche la forza che ti consente di reagire alle sconfitte (pochi lettori, pochi commenti, pochi guadagni…) o di perseverare quando senti di non avere più le energie per portare avanti il tuo progetto. Non è un caso che la maggior parte dei blog aperti con il solo scopo di lucro abbiano vita breve.</p>
<h3>Attenzione</h3>
<p>L’attenzione con cui ti rapporti con il tuo pubblico influenza il 50% della tua credibilità.<br />
Cosa significa avere la giusta attenzione nei confronti dei lettori di un blog? Ecco alcuni suggerimenti:</p>
<ul>
<li>Studia il profilo dei tuoi lettori e adegua la tua comunicazione ad esso (es. stai usando una terminologia troppo tecnica per il tuo lettore medio?)</li>
<li>Crea una community, cercando di conoscere i tuoi lettori “uno ad uno”. Per farlo ssa uno dei gadget disponibili come Google Friend Connect (che trovi nella sidebar a destra) o MyBlogLog</li>
<li>Invita costantemente i tuoi visitatori a fornirti il loro feedback</li>
<li>Segui i consigli e le richieste che vengono dal tuo pubblico</li>
<li>Rispondi ai commenti, specialmente se si tratta di critiche.</li>
</ul>
<h3>La mia piramide</h3>
<p>Lungi da me criticare gli esperti che hanno sviluppato la <em>Credibility Pyramid</em>. La mia esperienza, però, mi spinge a rivedere leggermente i pesi da attribuire alle 4 voci:</p>
<ul>
<li>Conoscenza: 20%</li>
<li>Focus: 15%</li>
<li>Entusiasmo: 25%</li>
<li>Attenzione: 40%</li>
</ul>
<p>Penso che la conoscenza, cioè il dominio di quanto si sta dicendo/scrivendo, non possa rappresentare solo il 10% della credibilità di un individuo. La conoscenza è la chiave per ottenere <strong>autorevolezza</strong>; non penso che la credibilità possa prescindere dal riconoscimento, in chi parla, di una forte autorevolezza.</p>
<p><strong>E la tua piramide com’è?</strong>
<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.bernablog.com%2F614%2Fguadagnare-credibilita-online%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.bernablog.com%2F614%2Fguadagnare-credibilita-online%2F&amp;source=bernablog&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
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		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)</title>
		<link>http://www.bernablog.com/500/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/500/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 06:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bernablog.com/?p=500</guid>
		<description><![CDATA[Nel precedente articolo abbiamo parlato dei 10 errori da evitare promuovendo un sito, fermandoci ai primi 5. Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare: 6. Diventare un &#8220;social media spammer&#8221; Un social media spammer è colui che segnala tutti i propri articoli a tutti i social media che è stato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-508" title="Errore" src="/wp-content/uploads/2009/05/errore1.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p>Nel precedente articolo abbiamo parlato dei <a title="10 errori da evitare promuovendo un sito" href="http://www.bernablog.com/?p=478" target="_blank">10 errori da evitare promuovendo un sito</a>, fermandoci ai primi 5. Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare:<br />
<span id="more-500"></span></p>
<p><strong>6. Diventare un &#8220;social media spammer&#8221;<br />
<span style="font-weight: normal;">Un social media spammer è colui che segnala <span style="text-decoration: underline;">tutti</span> i propri articoli a <span style="text-decoration: underline;">tutti</span> i social media che è stato in grado di reperire sulla Rete.</span></strong></p>
<p>Lascia che siano i tuoi utenti a decidere se il tuo articolo merita di essere segnalato e votato sui social media. Se vuoi essere sicuro di raggiungere questo obiettivo scrivi contenuti utili ed interessanti, il resto lo faranno i tuoi lettori.</p>
<p><strong>7. Scrivere (solo) per i motori di ricerca<br />
<span style="font-weight: normal;">Non ottimizzare le tue pagine solo per ottenere la prima posizione in Google, pensa anche e soprattutto ai tuoi utenti. Trova il giusto equilibrio tra Search Engine Optimization (SEO), qualità e forma del contenuto.</span></strong></p>
<p>Se scrivi una grande quantità di contenuti, un problema che ti sarai posto sicuramente almeno una volta è quello che io chiamo <strong>&#8220;il dilemma del sinonimo&#8221;</strong>: meglio usare in continuazione la stessa parola (ad es. marketing), oppure ricorrere ai suoi sinonimi (es. promozione, pubblicità, advertising ecc.)? Il SEO che è in te, che vuole fortissimamente vedere il tuo sito in prima posizione con la parola &#8220;marketing&#8221;, ti farà dimenticare all&#8217;istante ogni altro sinonimo. Il linguista che è in te ti consiglierà di ricorrere spesso ai sinonimi. La soluzione sta nel mezzo: alterna il termine per il quale ti vuoi posizionare con i suoi sinonimi; in questo modo otterrai un buon posizionamento sui motori e i tuoi lettori potranno arrivare in fondo all&#8217;articolo senza farsi venire il mal di testa.</p>
<p>Non dimenticare, infine, che avere un buon posizionamento su Google non significa essere apprezzati. Se punti tutto sul SEO probabilmente otterrai tanti accessi, ma difficilmente riuscirai a creare una community di lettori affezionati.</p>
<p><strong>8. Riempire il sito di social media widgets<br />
<span style="font-weight: normal;">La tendenza è ormai dilagante: la maggioranza delle sidebar dei blog è oggi popolata da gadget/widget di ogni genere collegati ai profili sui social network più disparati.</span></strong></p>
<p>Si tratta di un comportamento da evitare per almeno due ragioni:</p>
<ul type="disc">
<li>la      prima è puramente tecnica: la maggior parte di questi gadget vengono      caricati remotamente recuperando i relativi contenuti da altri siti.      Questo fa in modo che tu non possa più controllare con precisione il tempo      di caricamento delle pagine che si dilata enormemente al proliferare dei      widget;</li>
<li>la      seconda è più teorica e richiama alla mente quella regola nota con il nome      di <strong>KISS principle</strong>: &#8220;Keep it Simple and Stupid&#8221; o, secondo alcuni, &#8220;Keep it      Simple, Stupid&#8221;. Fondamentalmente si tratta di un inno alla semplicità. Il      punto di forza del tuo sito devono essere i contenuti; evita qualsiasi      orpello inutile che avrebbe l&#8217;unico effetto di distogliere l&#8217;attenzione      dai contenuti stessi (sì lo so, forse io ho un po&#8217; esagerato con il      minimalismo della grafica <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Una delle ragioni per      cui Google ha schiacciato la concorrenza dei vari Yahoo!, Altavista ecc. è      proprio la sua semplicità: nella home non trovi altro che la casella di      ricerca.</li>
</ul>
<p><strong>9. Copiare da altri siti<br />
<span style="font-weight: normal;">Questo punto non merita quasi alcun commento. Sforzati di essere originale in tutto: dal design, allo stile, ai contenuti. E&#8217; questo il principio che, ad esempio, mi sconsiglia di riproporre su questo blog le classiche news che puoi trovare su molti altri siti del settore.</span></strong></p>
<p><strong>10. Usare servizi di sottomissione automatica ai motori di ricerca<br />
<span style="font-weight: normal;">Anche su questo punto non ci sono dubbi: i servizi che promettono di segnalare il tuo sito a 100, 1.000 o 10.000 motori di ricerca sono completamente inutili e, se a pagamento, dannosi.</span></strong></p>
<p>Se costruisci il tuo sito con un minimo di ottica SEO, i motori di ricerca lo indicizzeranno automaticamente, senza che tu debba fare nulla e tantomeno spendere soldi.</p>
<p><strong>E tu, quali pensi siano gli errori da evitare quando si sviluppa e si promuove il proprio sito o blog?</strong>
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			</a>
		</div>
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		<title>Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare un sito o un blog oggi è diventato molto semplice. Grazie ai CMS e alle piattaforme di blogging, anche chi non ha competenze di web design e web development può costruirsi il proprio sito nel giro di qualche ora. La parte difficile viene quando premi il tasto &#8220;publish&#8221; del tuo CMS o quando fai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2009/05/errore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-485" src="/wp-content/uploads/2009/05/errore-300x170.jpg" alt="Errore" width="300" height="170" /></a></p>
<p>Creare un sito o un blog oggi è diventato molto semplice. Grazie ai CMS e alle piattaforme di blogging, anche chi non ha competenze di web design e web development può costruirsi il proprio sito nel giro di qualche ora.<br />
La parte difficile viene quando premi il tasto &#8220;publish&#8221; del tuo CMS o quando fai l&#8217;upload dei file sul server. Da quel fatidico momento in poi, due sono i problemi (o forse dovremmo chiamarle sfide) che dovrai affrontare:</p>
<ul>
<li>Mantenere il sito, aggiornarlo continuamente. Se si tratta di un blog la cosa diventa ancora più complicata perché il tuo pubblico si aspetta contenuti sempre &#8220;freschi&#8221;</li>
<li>Promuovere il sito, fare in mondo che il mondo, almeno la porzione che naviga su Internet, si accorga di te.</li>
</ul>
<p>Approfondiamo oggi il secondo punto, cercando di capire quali sono gli errori più comuni da evitare quando si promuove il proprio sito/blog. Lo facciamo ispirandoci ad un guest post di Kevin Geary sul <a title="Darren Rowse" href="http://www.problogger.net/archives/2009/05/13/how-not-to-promote-your-blog-top-10-broken-blog-promotion-strategies/" target="_blank">blog di Darren Rowse</a>, ritenuto il più grande esperto mondiale di blogging.<br />
<span id="more-478"></span></p>
<p>Ecco la lista dei <strong>10 errori da evitare quando promuovi il tuo sito o blog</strong>:</p>
<p><strong>1. Commentare su altri blog in modo non costruttivo</strong><br />
Nel suo articolo, Geary fa l&#8217;esempio tipico di commento che anch&#8217;io ho sempre trovato tedioso: &#8220;Very good post, thank you for writing it&#8221;.<br />
Un commento del genere potrebbe essere lasciato da due tipi di persone:</p>
<ul>
<li>&#8220;il senza parole&#8221;: della serie &#8220;il più bel tacere non fu mai scritto&#8221;, se non abbiamo niente di interessante, costruttivo, ironico ecc. da scrivere, meglio limitarsi a leggere</li>
<li>&#8220;il furbo&#8221;: colui che scrive il commento semplicemente per ottenere un link al proprio sito.</li>
</ul>
<p>Non è mia intenzione terrorizzarti al limite di non farti più lasciare commenti sui blog, tanto meno il mio. Quando ti appresti a scrivere sul blog altrui, però, ricordati: il tuo commento deve essere sincero (cioè non furbo), rilevante, e prezioso per chi legge.</p>
<p><strong>2. Fare richieste di link in ingresso in massa</strong><br />
Se l&#8217;ha fatto Kevin Geary, allora possiamo ammettere di averlo fatto anche noi <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Bombardare di e-mail i proprietari di altri siti e blog mendicando un link non è sicuramente una buona strategia. Soprattutto se la mail viene percepita da chi la riceve come qualcosa di standard e riciclato, verrà trattata come spam, cioè cestinata immediatamente.<br />
Utilizza il tempo risparmiato non inviando queste mail per creare valore sul tuo sito/blog. Se raggiungi questo obiettivo otterrai link naturalmente, senza doverli mendicare.</p>
<p><strong>3. Fare richieste di scambio di link in massa</strong><br />
Questo punto può essere considerato il continuo del precedente. Se il link in ingresso deve essere naturale, anche la pratica dello scambio di link (io linko te se tu linki me) non è certo caldeggiabile. Ancora una volta bisogna mettersi nei panni dell&#8217;utente: se un link in più, messo ad es. nel blogroll di un blog, è in grado di generare valore per l&#8217;utente, allora è opportuno inserirlo, altrimenti no.</p>
<p><strong>4. Usare Twitter solo per auto-promuoversi</strong><br />
Twitter nasce come piattaforma di micro-blogging per tenersi in contatto con gli amici aggiornandoli in tempo reale sulle proprie attività, i propri pensieri e programmi ecc.<br />
Utilizzarlo esclusivamente come canale di promozione del sito/blog è una distorsione del mezzo che ti farà perdere credibilità nei confronti dei tuoi followers.<br />
Lo stesso discorso si può estendere ai principali social network. Usare ad es. Facebook solo per ripubblicare i post apparsi sul proprio blog è un comportamento che, soprattutto nel lungo termine, non porterà alcun beneficio. I tuoi amici interessati a ciò che scrivi probabilmente troveranno più comodo iscriversi al feed del tuo blog o visitare quotidianamente il tuo sito. Coloro a cui non interessa ciò che fai sulla Rete troveranno il tuo comportamento irritante.</p>
<p><strong>5. Partecipare ai forum solo per auto-promuoversi</strong><br />
Continuando il ragionamento del punto 4, non partecipare ai forum solo per ottenere qualche accesso in più generato dal link che apparirà nella tua firma. Ancora una volta, utilizza lo strumento per lo scopo per il quale è stato creato. Il forum ha come obiettivo quello di costruire una community che discute su determinati temi; è il luogo ideale dove fare domande e ottenere risposte da persone più qualificate di te, oppure dove fornire qualche consiglio a chi ne ha bisogno.<br />
Se partecipi ai forum con questo approccio e ti rendi utile, prezioso, le visite al tuo sito aumenteranno di pari passo.</p>
<p>E&#8217; tutto.<br />
<em> Ma come, non avevi parlato di 10 errori?</em><br />
Certo, ma per conoscere gli altri 5 devi aspettare il prossimo articolo <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
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<p><em>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/aldoaldoz/" target="_blank">aldoaldoz</a></em>
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