Cosa cerchiamo su Google?

Google ZeitgeistCome ogni fine anno, Google ha pubblicato il Zeitgeist, cioè la lista delle parole più cercate nei vari Paesi del mondo. Vista la “quota di mercato” posseduta da Google nel settore del search, possiamo dire che queste statistiche rispecchiano in modo fedele che cosa gli utenti di Internet cercano nel web.

Questa, ad esempio, è la lista delle 10 parole più cercate su Google in Italia:

  1. facebook
  2. youtube
  3. libero
  4. roma
  5. meteo
  6. giochi
  7. yahoo
  8. netlog
  9. msn
  10. wikipedia

Queste le mie considerazioni:

Il fenomeno social media

E’ evidente come il fenomeno social la faccia da padrone nelle nostre ricerche. Ben 5 risultati su 10 sono infatti relativi a siti social o applicazioni del web 2.0. Se consideriamo che lo scorso anno l’unica applicazione del genere nelle prime dieci posizioni era “youtube”, risulta ancora più chiara la crescita esponenziale del fenomeno.

Potremmo affermare che nel 2008 i social network erano ancora appannaggio degli utenti più maturi (tecnologicamente parlando), dei cosiddetti smanettoni, mentre il 2009 è stato l’anno dell’apertura al grande pubblico. I trend di crescita degli utenti dei principali social network non fanno alto che confermare questa teoria.

Google come portale

La seconda considerazione che emerge è la conferma di una teoria che ho elaborato tempo fa: Google ha sostituito il vecchio ruolo dei portale.

Analizzando la classifica notiamo come 7 parole su 10 rappresentano nomi di siti/servizi/applicazioni. Tra coloro che hanno fatto questo tipo di ricerche penso ci sia un piccola parte di persone che volevano informarsi su cosa fossero i vari Facebook, YouTube, MSN ecc.; immagino però che la stragrande maggioranza sia composta da utenti che conoscono già il servizio, ma invece di digitare l’URL del sito nella barra degli indirizzi fanno un passaggio intermedio in Google seguendo questo percorso:

  1. ricerca su Google utilizzando il nome del servizio come parola chiave
  2. clic sul primo risultato restituito
  3. accesso al servizio.

In questo senso Google viene a ricoprire quel ruolo di porta d’accesso alla Rete che in passato ero svolto dai portali.

Dopo aver pensato “buon per Google”, dovresti considerare che questo comportamento, che ho riscontrato in molti utenti, può avere conseguenze anche sugli accessi al tuo sito.

Se il nostro “utente medio” ricerca su un motore il nome di un noto servizio prima di accedervi, probabilmente farà la stessa cosa anche con il tuo sito, con due effetti:

  1. Le statistiche d’accesso al tuo sito potrebbero risultare falsate: molti degli accessi generati dai motori, infatti, dovrebbero essere considerati alla stregua di accessi diretti. Si tratta, infatti, di persone che già conoscono la tua attività.
  2. La tua strategia SEO potrebbe richiedere un aggiustamento: molti specialisti SEO tendono a non preoccuparsi di posizionare il sito di un’azienda utilizzandone il nome (la ragione sociale) come parola chiave, affermando che il traffico generato da questo tipo di ricerche sarebbe minimo. Questa posizione va tuttavia rivista alla luce di quanto scritto sopra.
    Qualcuno potrà obiettare che un sito si posiziona per il nome dell’azienda in modo naturale, senza che sia necessaria alcuna ottimizzazione. Questo non sempre è vero, soprattutto se il nome della tua azienda è piuttosto comune (la query “rossi srl” su Google restituisce 765.000 risultati ;) )

E tu, ti ritrovi nella lista elaborata da Google? Anche tu utilizzi Google alla stregua di un portale?

Fammelo sapere lasciando un commento.

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2 Commenti

  1. [...] 04) Cosa cerchiamo su Google? [...]

  2. [...] generale, si conferma una tendenza degli utenti, già da me evidenziata lo scorso anno, ad utilizzare Google come “portale” per accedere a siti/servizi anche molto [...]

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