Cosa possono fare i Social Media per la tua azienda

Social media

In questo articolo cercherò di rispondere alla domanda che mi sono sentito fare spesso da coloro ai quali proponevo una strategia di approccio ai Social Media: “Cosa ci guadagno?”

La mia risposta lascia di solito a bocca aperta l’interlocutore: “Mettiti il cuore in pace. Non guadagnerai soldi, almeno nel breve termine”.

“E allora? Chi me lo fa fare?”

Entrando nel mondo dei Social Media accederai, in un colpo solo e gratuitamente, a:

  • un mezzo pubblicitario
  • una piattaforma di comunicazione
  • un canale di customer care.

Advertising

Visti da un’ottica aziendale, i Social Media devono servire principalmente a fare promozione online. Chi decide di fare un investimento per la creazione e la gestione nel tempo di un profilo si aspetta di sfruttare il mezzo come canale pubblicitario.

Tutto ciò è possibile solo a condizione che si crei una community che gravita attorno alla propria “pagina”, la cui bontà si misura sia dal punto di vista quantitativo (numero di fan/follower) che da quello qualitativo. L’obiettivo di un’azienda che crea un profilo deve essere quello di avere tanti fan di qualità, cioè persone reali, concretamente interessate al prodotto/servizio offerto.

Diffida dei siti che offrono servizi del tipo “Garantiamo 1.000 nuovi fan in 24 ore”. Se anche raggiungerai questo obiettivo da un punto di vista numerico, difficilmente tutte queste persone saranno interessate a ciò che vendi.

Facendo un parallelo con il mondo SEM, acquistare seguaci sui Social Media è un po’ come fare una campagna di keywords advertising con parole chiave molto popolari ma non rilevanti per il tuo business: probabilmente otterrai molti click ma pochi nuovi clienti. Pensa invece all’acquisizione di fan di qualità come al posizionamento organico sui motori di ricerca: un lavoro lungo e laborioso ma che porta sicuramente frutti.

Una volta costruita la tua community di seguaci, non ti resta che sfruttare il Social Network come canale per convogliare messaggi pubblicitari. Fai attenzione però all’approccio che non può essere lo stesso dei media tradizionali. I SN, infatti, non nascono per vendere, bensì per conversare. Stabilisci quindi un dialogo con i tuoi follower, analizza il loro profilo e i loro bisogni, di conseguenza approcciali con messaggi promozionali ad hoc.

Se stai pensando “Com’è complicato!”, hai centrato il problema. Il processo descritto richiede tempo e, probabilmente, una figura dedicata, interna o esterna che sia. Si tratta quindi di un investimento che dovrai pianificare con attenzione.

Comunicazione

Come accennato, i Social Media sono prima di tutto “conversazione”, essendo nati principalmente per questo. Sfruttali quindi per comunicare con i tuoi follower, indipendentemente dal fatto che siano clienti attuali o prospect. Ovviamente nessuno ti chiede di parlare con loro della partita dell’Italia del giorno prima o dell’ultima uscita dal Grande Fratello. Raccogli il feedback dei tuoi utenti su nuovi prodotti che intendi realizzare, sul restyling del tuo logo, sulla nuova grafica del tuo sito web ecc. Rifletti sul fatto che ottenere le stesse informazioni con mezzi tradizionali (es. questionari) ti costerebbe non poco tempo e denaro.

Customer care

In quanto canali di comunicazione, i Social Media sono anche un mezzo per ascoltare i propri clienti. Rispondere ai quesiti posti su Facebook o Twitter è un ottimo modo per dialogare con i singoli clienti, rendendo al tempo stesso la risposta accessibile al pubblico. Soddisferai in questo modo anche coloro che hanno lo stesso dubbio ma non hanno trovato il “coraggio” di porre la domanda.

Sfruttati in questo modo, i SN diventano un mezzo per fidelizzare la propria customer base attuale.

E tu come hai approcciato i Social Network? Lascia un commento con la tua esperienza.

Immagine: Matt Hamm

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3 Commenti

  1. Già, parole sante :)

    In generale cerco di rispettare un equilibrio del 70/30 (spannometricamente® parlando). Ovvero: fatto 100 l’insieme di “discussione” che copre ogni social network sul quale sono presente, il 70% non mi riguarda in maniera diretta, ma copre comunque un qualche aspetto della nicchia in cui mi trovo.

    Solo in seguito, e in minima parte, viene quel restante 30% in cui vale la pena raccontare del proprio articolo, servizio o tool da promuovere.

    La fidelizzazione passa, come dici, per l’interesse che si riesce a generare intorno alla propria “figura” (nel senso più ampio possibile). Sparare a zero cercando di urlare più forte degli altri il proprio link non è mai una buona tattica.

    E proprio per la necessità di essere sensibili alle necessità del target, in azienda non si può improvvisare “l’account Twitter ufficiale” gestito malamente nei ritagli di tempo o prima di uscire dall’ufficio. È un qualcosa che deve nascere dall’interno, che deve essere parte integrante della (nuova) mentalità dell’azienda più che venire visto come una serie di pulsanti da premere per ottenere un risultato.

    Bel post ;)

  2. Roberto Bernazzani

    Hai ragione Francesco. L’ultima frase che hai scritto racchiude la parte più complessa di una social media marketing strategy: far capire in azienda che queste attività possono portare vantaggio solo se si investe tempo (e alle volte denaro). Ammetto che non sempre ce l’ho fatta :)

    Grazie per i complimenti che contraccambio volentieri, da tempo seguo con attenzione il tuo blog.

  3. Ciao Roberto, ciao a tutti!
    Ho scoperto da poco il tuo blog e me ne rammarico perchè è davvero interessante.

    Condivido quello che scrivi, spesso si trovano Fanpage molto carine ma vuote o trascurate, senza mai feedback verso gli utenti. Credo che il rischio più grosso che un’azienda può correre è quello di investire risorse e denaro per allestire una pagina su Facebook e trattarla, poi, come un normale sito vetrina, trascurando l’essenza stessa (il social) di queste piattaforme.

    Experteer, multinazionale tedesca leader nel settore del recruitment web 2.0 di quadri e dirigenti, ha creato una Fanpage che sta cercando lentamente di popolare; per questo sfrutta anche il passaparola di una divertente applicazione, sviluppata per vedere se lo stipendio medio è in linea con quelli italiani.

    Fate una visita alla fanpage e provate l’applicazione. Così ci direte quanto “social” sia Experteer…!

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