Come costruire URL SEO-friendly

SEO-friendly URL

La struttura dell’URL di una pagina, volgarmente il suo indirizzo Internet, è senza dubbi uno dei fattori che ne influiscono il posizionamento all’interno delle SERP.

Vediamo come ottimizzare in ottica SEO (Search Engine Optimization) gli URL delle pagine che compongono il tuo sito.

1. Protocollo

Il protocollo è indubbiamente l’elemento meno problematico. La scelta è tra il classico http o https nel caso in cui si voglia utilizzare il protocollo SSL per cifrare il traffico da e verso il nostro sito web. La seconda soluzione è usata tipicamente nelle pagine dedicate all’inserimento dei dati di pagamento (es. numero di carta di credito) o di altre informazioni sensibili.

2. Sotto-dominio

Si parla di sotto-dominio quando al tuo dominio principale aggiungi, o meglio, premetti un termine, ad es. pippo.pluto.it. In base al numero di termini che premetti otterrai domini di secondo livello, terzo livello e così via.

Normalmente il dilemma che attanaglia i webmaster è la scelta tra dominio di secondo livello e creazione di una cartella all’interno del dominio principale. A parità di keyword utilizzata, ad oggi non esistono evidenze chiare sul fatto se, lato SEO, sia meglio utilizzare un dominio di secondo livello (es. pippo.pluto.it) piuttosto che mettere la keyword nel nome di una cartella (es. pluto.it/pippo).

Il mio consiglio è di limitare al minimo l’utilizzo di domini di secondo livello, o di livelli successivi, per almeno due motivi:

  • gli utenti non sono abituati a gestire URL di questo tipo
  • alcuni motori di ricerca potrebbero trattare i vari sottodomini come entità indipendenti, ripartendo tra di loro anche l’autorità del dominio.

Conviene invece ricorrere ad un dominio di secondo livello se vuoi chiaramente separare porzioni tra loro indipendenti di uno stesso sito: il sito istituzionale dell’azienda (pluto.com), il blog aziendale (blog.pluto.com), il forum per l’assistenza ai clienti (forum.pluto.it), l’intranet aziendale (intranet.pluto.com) e così via.

3. Nome del dominio

La scelta del dominio è, cronologicamente parlando, il primo problema che ti si pone nel momento in cui decidi di creare un sito web.

Se la tua azienda ha un brand già affermato, la soluzione migliore è utilizzare il nome del marchio.

Se, invece, il tuo brand non è (ancora) noto, può essere più conveniente puntare ad avere un nome a dominio contenente la keyword per te più rilevante. Se ad esempio vendi auto usate, il domino ideale sarebbe autousate.it/.com.

Nella realtà questi consigli si scontrano con la scarsità dei domini disponibili, soprattutto per keywords molto comuni. Se il tuo dominio preferito non è disponibile, ricerca le possibili varianti:

  • separa le keywords con un trattino (-), ad es. auto-usate.it
  • mixa il nome della tua azienda ed una keyword per te rilevante, ad es. plutoauto.it o pluto-auto.it.

Se stai avviando adesso la tua attività, prima di definire il nome dell’azienda fai un controllo che i relativi domini di tuo interesse siano liberi. Per la serie “adesso o mai più”, è l’ultimo momento utile in cui puoi cambiare il nome della tua azienda senza conseguenze.

4. TLD (Top Level Domain)

Il TLD (Top Level Domain), non è altro che l’estensione del dominio (.it, .com, .net ecc.)

Si tratta di un fattore che influenza non poco il posizionamento nelle SERP soprattutto per le query geolocalizzate. Qualsiasi ricerca effettuata scegliendo l’opzione di Google “pagine in italiano” o inserendo il termine “italia” nel campo di ricerca privilegerà infatti i domini con estensione “.it”.

Se quindi il tuo target geografico è concentrato prevalentemente o esclusivamente in Italia, il TLD “it” è quello che fa per te. Se, invece, non hai un target geografico ben definito e la tua intenzione è sviluppare un sito multilingua, è meglio optare per il più generico .com.

Non dimenticare, infine, che è importante anche l’ubicazione fisica del server, come ha sottolineato recentemente Matt Cutts in questo video.

5. Cartelle e sotto-cartelle

I nomi delle varie cartelle e sotto-cartelle che compongono il percorso della pagina sono il “luogo” ideale in cui inserire le keyword sulle quali vuoi puntare. Ecco allo che puoi utilizzare per le cartelle i nomi delle macro-categorie di prodotti (es. auto, moto ecc.) e per le sotto-cartelle i nomi delle sotto-categorie (es. berline, station wagon, suv – enduro, cross ecc.).

6. Nome della pagina

Come nome della pagina cerca di utilizzare un testo descrittivo che contenga il maggior numero di keywords rilevanti per il tuo business.

Normalmente un buon testo può essere il nome del prodotto o, se gestisci un blog, il titolo del post. Evita assolutamente di utilizzare gli ID, i codici prodotto e tutte quelle stringhe che solo i tuoi commerciali conoscono e che nessun utente ricercherà mai sui motori.

Come separatore tra le parole utilizza il trattino (-) piuttosto che l’underscore (_).

7. Ancora

Se le tue pagine sono molto ricche di contenuti, fai ricorso alle ancore, cioè link che puntano a porzioni specifiche della pagina. Questa pratica ti consentirà di facilitare la navigazione da parte degli utenti e aiuterà i motori di ricerca a comprendere la struttura della tua pagina, come se fosse organizzata in capitoli.

Un ultimo consiglio: tieni presente che l’efficacia delle keywords all’interno dell’URL decresce all’aumentare della sua lunghezza e all’allontanarsi dal protocollo.

Studi empirici condotti da SEOmoz dimostrano inoltre che Google dà priorità ai siti che presentano la keyword, nell’ordine, in queste porzioni dell’URL:

  • dominio
  • sotto-dominio
  • cartelle
  • pagina.

Cerca quindi di concentrare le keywords nella parte iniziale dell’indirizzo.

E tu, come strutturi gli URL del tuo sito?

Immagine: http://www.seomoz.org/

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8 Commenti

  1. [...] Qui AKPC_IDS += "291,"; Se vuoi puoi [...]

  2. [...] 1) Come costruire URL SEO-friendly [...]

  3. Complimenti per l’articolo!!! :) Ottimo.

  4. pippo.pluto.it è un dominio di terzo livello e non di secondo come viene espresso nell’articolo!!!!!

  5. Roberto Bernazzani

    Grazie, Marco, per aver rettificato la mia svista.

  6. [...] Come costruire URL SEO-friendly [...]

  7. Ciao, ho linkato questo articolo sul mio blog, all’indirizzo:
    http://www.nuovoguadagno.com/perche-la-maggior-parte-dei-servizi-di-link-building-non-funziona/
    Lo trovo molto interessante e dettagliato. :-)

    Antonio.

  8. Da autodidatta, posso garantire che il segreto sta tutto nelle ottimizzazioni seo. Inizialmente sembra arabo, ma poi ci si abitua ed i risultati vengono automaticamente.

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