AdWords pronto ad abbandonare le keywords

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Se, almeno una volta nella tua vita/carriera, hai dovuto creare una campagna AdWords, sai che la fase più delicata è la scelta delle keywords.

Fino ad un paio d’anni fa, in realtà, questo compito era piuttosto semplice: bastava inserire qualche frase composta da una o al massimo due parole ed il gioco era fatto. Se gestivi un hotel a Milano, le keywords che facevano per te erano “hotel” e “hotel a Milano”.

Semplice no?

Con l’allargamento della concorrenza (numero di inserzionisti) e l’aumento della lunghezza media delle query (3-4 termini), tutto si è fatto più complicato. L’utilizzo di parole chiave troppo generiche ha oggi una serie di effetti negativi sulle performance della tua campagna:

  • un costo per click (CPC) elevato che fa in modo di esaurire il tuo budget senza che nemmeno te ne accorga;
  • un basso punteggio di qualità che si traduce in una contrazione delle impression (soprattutto in prima pagina) o in una visualizzazione degli annunci in posizioni lontane dalle prime. Tutto ciò comporta una riduzione del CTR e quindi una bassa efficacia della campagna.

In questo scenario, la scelta delle parole chiave è diventata una caccia al tesoro nella quale bisogna trovare keywords specifiche, in grado di descrivere bene la tua offerta, e che costino poco. Tornando all’esempio fatto sopra, difficilmente “hotel a Milano” ti consentirà di far comparire il tuo annuncio in prima pagina. Dovrai quindi ricorrere a keyphrase più precise come “hotel 4 stelle a Milano”, “design hotel a Milano” e così via.

La buona notizia è che in Google conoscono bene questo nostro “dramma professionale”.

Un primo passo per venirci incontro l’hanno fatto tempo fa con lo strumento per le parole chiave che, partendo da alcune parole o analizzando il tuo sito, è in grado di proporre una serie di keywords a cui associare la tua campagna.

La soluzione definitiva ai nostri mal di testa potrebbe però essere vicina. Alla recente Search Engine Strategies (SES) Conference un esponente di Google ha annunciato che BigG sta lavorando ad un’evoluzione di AdWords in grado di prescindere dal concetto di keyword.

Il nuovo AdWords sarà in grado, solo analizzando il tuo sito, di:

  • suggerirti il testo degli annunci;
  • scegliere il formato più opportuno (banner, annuncio testuale, video ecc.);
  • mostrare l’annuncio solo agli utenti realmente interessati ai tuoi prodotti/servizi, facilitando così l’incontro tra domanda e offerta.

Il tutto senza che tu debba fare nulla, se non occuparti del tuo business principale.

So che adesso vuoi sapere quando la nuova creatura vedrà la luce. Purtroppo non ci sono date ufficiali, ma in Google si parla di un progetto la cui sperimentazione procede già da tempo. Non resta che attendere con impazienza…

Resta da capire se il nuovo AdWords renderà la gestione delle campagne di keyword advertising veramente alla portata di tutti, finendo così per togliere lavoro ai numerosi consulenti del settore.

Tu cosa ne pensi? Lascia un commento con il tuo parere!

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13 Commenti

  1. [...] AdWords pronto ad abbandonare le keywords Scritto da:Roberto Bernazzani il 2009-08-24 [...]

  2. Finalmente lassù hanno capito che per aumentare il numero di clienti Adwords devono semplificare tutti i processi e facilitare l’incontro tra domanda ed offerta. Ci sono settori come quello turistico dove oggi riuscire ad emergere con bassi budget è come riuscire a far campare una famiglia di 4 persone con uno stipendio da call center.
    Chiaramente più l’utenza si allargherà più aumenteranno anche gli utenti del “fai-da-te” a discapito di noi keyword advertiser..

  3. Roberto Bernazzani

    Soprattutto sono curioso di vedere come performeranno queste campagne create in modo semi-automatico da AdWords.
    La scelta delle keywords è forse la fase del processo nella quale la professionalità del consulente si esprime maggiormente. Non ci faremo battere da un software, vero? :)

  4. Pietro Landenna

    Paradossalmente, lo stesso sito\pagina creato da un esperto e da un utente fai-da-te, saranno pero posti sullo stesso piano dal programma di G, e toccherà all’utente andare oltre la ricerca con Google e valutare personalmente il sito che cercava e la qualità dei prodotti che sono dietro di esso

  5. Roberto Bernazzani

    Caro Pietro, è un piacere rileggerti dopo un po’ di tempo.
    Il tema che introduci è molto interessante: Google dovrebbe mettere tutti gli inserzionisti sullo stesso piano (scelta “politically correct”), oppure sarebbe opportuno che analizzasse in qualche modo il contenuto del sito collegato all’annuncio, classificando gli annunci in base ai risultati di questa analisi?
    Mettendomi nei panni dell’inserzionista medio preferirei la prima opzione che mi consentirebbe di vedere visualizzato il mio annuncio nelle posizioni migliori anche se non ho un sito costruito proprio a regola d’arte.
    Dal punto di vista del utente Google probabilmente preferirei che il motore privilegiasse annunci e siti di maggiore qualità, che possano portarmi un valore aggiunto.
    In parte Google cerca già di farlo privilegiando i siti che hanno un elevato quality score, punteggio che viene assegnato valutando soprattutto la pertinenza della pagina di destinazione con le keywords scelte.
    Il passo successivo sarebbe quello di valutare in modo più approfondito la qualità del sito, ma dobbiamo renderci conto che una stima del genere è molto soggettiva e complessa da svolgere in modo automatico.

    E qui mi fermo, altrimenti scrivo un nuovo post :)

  6. Davvero interessante ma spero che questa mega evoluzione del programma AdWords avvenga il più tardi possibile!

  7. Roberto Bernazzani

    Ti dirò che da “utente avanzato” anch’io non ne sento particolarmente il bisogno :)

  8. [...] AdWords pronto ad abbandonare le keywords Se, almeno una volta nella tua vita/carriera, hai dovuto creare una campagna AdWords, sai che la fase più delicata è la scelta delle keywords. Fino ad un paio d’anni fa, in realtà, questo compito era piuttosto semplice: bastava inserire qualche frase composta da una o al massimo due parole ed il gioco era fatto. blog: Roberto Bernazzani Blog | leggi l'articolo [...]

  9. Speriamo che il nuovo sistema, non peggiorerà anzichè migliorare l’usabilità di adwords

  10. Roberto Bernazzani

    Penso comunque che, almeno all’inizio, questa nuova modalità di funzionamento dovrà convivere con quella classica di inserimento manuale delle keywords, quindi almeno ancora per qualche mese … siamo salvi :)

  11. Luca Melchiori

    No scusate…credo che l’intelletto e la creatività umane siano indispensabili ed insostituibili nella realizzazione di una campagna SEM…

    …si tratti del copywriting dell’annuncio o della keywords analisi, mi dovete spiegare come gli inserzionisti fai-da-te si faranno la concorrenza utilizzando gli stessi tool?
    nooo…
    parlo da SEM professionista ed è assolutamente impossibile che il lavoro possa essere soppiantato da una macchina.

    Prendiamo in considerazione lo strumento delle parole chiave. Fornisce dati aggregati e solo un’orientamento per individuare trend di ricerca ma nella maggior parte dei casi sono le “mie” keyword a generare le convesioni. Keyword che nel tool delle parole chiave non si trovano. Per questo credo che queste iniziative non produrranno alcun beneficio in termini di risultati.

    Certo, avvicinano l’utente fai-da-te al SEM…anche i coupon omaggio lo fanno, salvo poi lasciare il povero utente con l’amaro in bocca e un pugno di inutili clik.

    A presto
    Luca Melchiori

  12. Ciao Luca,

    concordo con te sull’indispensabilità dell’uomo e penso che non corriamo troppi rischi: l’annuncio di cui parlo nell’articolo è stato fatto ad agosto 2009, quindi quasi due anni fa, e ad oggi la modalità di funzionamento di AdWords è ancora la stessa.
    Lunga vita al professionista SEM!!

  13. Questo articolo de 2009 siamo nel 2017 e google ha ancora le keywords

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