Esperto di web marketing? No, grazie.

Kotler

Questo post nasce dalla lettura di un interessante articolo scritto pochi giorni fa da Francesco de Francesco sul TagliaBlog.

L’articolo, che tratta delle distorsioni e degli eccessi nel mondo del marketing, è così ricco di spunti che ho deciso di sezionarlo e di dire la mia, come sempre senza la pretesa di avere ragione, su ogni tema toccato. Ecco il risultato.

[…] Poi c’è la massa. La massa di tutti quelli che si presentano come Consulente Web Marketing, Responsabile Comunicazione, Responsabile del Sito, SEO, ecc. ecc., che nascono ieri (e posso facilmente pescare i thread nei forum in cui sono arrivati con la classica domanda “come aumento le visite del mio sito”) ed oggi sono esperti, pronti a dare consigli, pronti a lanciarsi in discussioni su cosa sia meglio fare per, dopo aver letto tre blog, un forum e forse un libro, magari anche vantandosi di avere due anni di esperienza (due, dico due, quando un pizzaiolo avrebbe paura a chiamarsi pizzaiolo dopo quattro anni di apprendistato).

Per quanto tempo bisogna lavorare nel mondo del marketing prima di potersi auto-definire esperti? Questa la domanda che pone, anche se indirettamente, Fradefra.

Premetto che non ho una risposta. Mi sembra però di poter interpretare la frase di Francesco in questo senso: per potersi definire esperti è necessario aver maturato una certa esperienza sul campo. Lo studio teorico, seppur fondamentale, non è certo sufficiente. E su questo punto concordo pienamente.

Fatta questa premessa, mi sembra impossibile stabilire quanti anni di lavoro bisogna avere alle spalle o quanti progetti bisogna aver seguito per potersi definire esperti, entreremmo in un terreno troppo soggettivo. Mi sembra però che il discorso non sia diverso in altri settori: quante auto devi aver riparato per dirti un meccanico esperto? Quanti denti devi aver rimosso per essere un dentista esperto? Ecc. ecc.

Non dimentichiamo poi che l’autoreferenziazione è un peccato mortale. Se siamo esperti di qualcosa dovremmo lasciarlo dire dagli altri (colleghi, concorrenti, clienti ecc.).

E che dire dei tanti consulenti che su Twitter e Facebook si vendono come webmarkettari, ma non rispettano nessuna delle più basilari regole del saper stare al mondo (e tanto meno quelle del Web Marketing che pretendono di insegnare agli altri). Prendo un post che ho scritto sul blog e lo butto su Facebook tale e quale, magari anche in automatico, a ripetizione tutti i giorni, per avere sempre le home degli altri piene di sé. Ma dio, qual è la differenza rispetto a chi invia email? Ah, già, chiaro, Facebook è un’altra cosa, tutti sono lì per leggere, quindi potranno leggere anche tutte le cose che io voglio buttarci dentro.

Qui si devia leggermente dal tema principale, ma ci tengo a dire la mia. Personalmente penso che la differenza tra Facebook e l’e-mail sia notevole.

Tutto ciò che si pubblica su Facebook, tranne i messaggi privati e gli inviti (vedi punto successivo), entra a far parte dello stream relativo al proprio profilo. Se hai un buon numero di amici piuttosto attivi su Facebook e non ti connetti a tutte le ore, non verrai in alcun modo disturbato da questi comunicazioni, probabilmente nemmeno le vedrai. Ecco perché non ci vedo nulla di male a ripubblicare sul profilo Facebook i post del proprio blog; è un modo per arrivare ad un pubblico che, forse, non raggiungeresti con altri canali.

Molto diverso, invece, è il caso dell’e-mail. Ad ogni messaggio indesiderato ricevuto è richiesta una trafila che consiste in: aprire il messaggio, leggerlo, classificarlo come indesiderato, cancellarlo. Considerando il numero di mail che si ricevono quotidianamente, ritengo questa procedura molto più costosa che non ignorare un messaggio apparso sulla bacheca di Facebook.

Poi ci sono i miei “amici”, sempre del settore webbemarketting, che ogni giorno mi invitano alla stessa pagina che ho già rifiutato tre volte. A mucchio, mandano l’invito a tutti. Mi chiedo se tolgano almeno la sorella o per far presto invitano anche lei. Già, ma si sa, contano solo le performance (ma quali, poi?)

Qui si entra nell’annoso tema dell’educazione degli utenti (markettari e non) o, come si diceva una volta, della netiquette. Il fatto di inviare inviti di qualsiasi genere a tutti i contatti, questo sì, è paragonabile al peggiore degli spam.

La domanda è: come si fa ad educare gli utenti? Chi se ne deve occupare? Io, nel mio piccolo, ci provo, segnalando ogni volta questi abusi al mittente.

Per chiudere questo punto, non dimentichiamo che sia in Facebook che in qualsiasi client e-mail esistono gli utilissimi filtri ;)

Poi la mania ossessiva della visibilità. La studiano, la provano, la insegnano e poi ne diventano schiavi. Eccoli lì a mettere un commento su un post che persino l’autore si scusa per averlo dovuto scrivere perché gli serviva una chiave o doveva fare un favore a qualcuno e loro giù a fargli i complimenti come se avesse scritto la Divina Commedia Underground. Naaaa… non se ne può più. Qualcuno può sparargli, per favore?

Io mi offro :)

E’ innegabile che non possiamo fare a meno della visibilità che è un po’ l’anima del marketing (come la pubblicità è l’anima del commercio ;) ). Bisogna però trovare un equilibrio, evitare di essere onnipresenti fino a diventare tediosi.

E qui mi fermo per non risultare tedioso ;)

Onestamente, il Web Marketing mi pare che stia diventando la nuova frontiera di quelli che pensano di fare i soldi ed i fichi con una cosa facile, come una volta veniva considerata (a torto) l’Istituto Alberghiero. Mi occupo di Web Marketing perché così mi studio il manuale del posizionamento di Html.it, seguo un corsetto da Madri o da Fradefra, leggo Kotler, perché si sa, un po’ di Marketing potrebbe far comodo, lavorando nel WM (così riduciamo pure la key density della chiave). Se dovessi invece diventare avvocato, sai che palle? Mi tocca pure lavorare

Il problema del nostro settore è che, obiettivamente parlando, ha basse barrire all’ingresso. E’ certamente più semplice mettersi a lavorare nel marketing che non diventare avvocato, medico o fisico teorico. Certo, diventare un esperto riconosciuto è molto più complicato, ma qui torniamo al punto iniziale della definizione di esperto.

Consentimi, in conclusione, una similitudine azzardata, che non vuole certo risultare blasfema.

La reazione della community del TagliaBlog, che ben rappresenta il web marketing italiano, all’articolo di Francesco è sembrata la trasposizione dell’ultima cena, con i lettori nei panni degli apostoli preoccupati di chiedere: “Sono forse io Maestro l’oggetto del tuo articolo? Io no, io non mi sono mai definito esperto!”.

Detto che non penso Fradefra volesse assumere il ruolo del Maestro, a chi tocca la parte di Giuda?  :)

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10 Commenti

  1. [...] Esperto di web marketing? No, grazie. Scritto da:Roberto Bernazzani il 2009-08-17 [...]

  2. Bravo Roberto ottimo post :)
    Ciò che davvero non comprendo nel discorso riguardo l’”esperto” è a cosa serva definirsi tale :)

    In altre parole (come ben dici) autodefinirsi esperto secondo me serve a molto poco se non sei in grando di dimostrare le tue capacità e quindi esser giudicato tale dagli altri.

    Come ho detto in altre occasioni per esser riconosciuto come esperto servono principalmente 2 elementi:
    1. La competenza… sembra banale vero? qualcuno lo dimentica eheh
    2. Capacità relazioni… ciò la capacità di dimostrare e far percepire agli altri la tua competenza.

    Ciao carissimo :)

  3. Roberto Bernazzani

    Grazie, Alex, per i complimenti. Da un _esperto_ ;) come te fanno doppiamente piacere.

    Hai perfettamente ragione sull’importanza dei due elementi che citi:
    1. il problema delle competenze è: come le misuriamo? Bastano i titoli di studio o il numero di progetti seguiti (vedi discussione accesa sul Tagliablog)?

    2. eh già, capacità di relazione, quanto è importante! E’ un fattore che gioca un ruolo importante in tutti i mestieri, per chi fa marketing, però, è una specie di esame di maturità: se non sai vendere te stesso, come pretendi di vendere i beni/servizi altrui? :)

    P.S. ma tu non eri ufficialmente in ferie? :)

  4. :p e doppio :p
    Hai visto un esempio di come cuccarsi visibilità con un commento e anche qualche chiave dentro :p

    Scherzi a parte, grazie per aver ripreso il mio articolo e per le tue precisazioni.

    Buona ripresa del lavoro (se sei già andato in vacanza) :)

  5. Roberto Bernazzani

    Grazie a te per l’articolo!
    Se anche solo uno dei presunti esperti di web marketing si è fatto un esame di coscienza, hai fatto un favore a tutto il settore.
    E se ti capita di imbatterti ancora nel mio blog non mancare di lasciare qualche commento, mi farebbe molto piacere consocere il tuo (spietato :) ) parere.
    Buona ripresa anche a te.

  6. Si sono ufficilamente in ferie :) e non mi piace essere esperto… preferisco appassionato ;)

  7. Quando scrivi “Il problema del nostro settore è che, obiettivamente parlando, ha basse barriere all’ingresso”, mi fai venire in mente il classico problema: meno conoscenze ha il nostro potenziale cliente, meno è in grado di valutare quello che gli viene offerto. Secondo me dobbiamo aumentare la conoscenza dei nostri potenziali clienti, perché possano scegliere con cognizione di causa ed evitare che un domani ci possano dire “non mi interessa, già provato ma questo non funziona”. e per forza ….. hanno passato brutte esperienze con i fornitori sbagliati.

    La questione è sicuramente complessa, questo è il mio modesto contributo …

  8. Roberto Bernazzani

    @Alex: bello “appassionato”, molto meno freddo di “esperto” :)

    @Mauro: hai perfettamente ragione. Il problema è che non è interesse dei “venditori di fumo” educare i clienti, altrimenti corrono il rischio di essere smascherati.
    Alla fine la vera vittima è proprio il cliente, stretto in mezzo tra esperti di web marketing veri o presunti che gli propongono sempre le stesse soluzioni che già troppe volte non hanno funzionato…

  9. [...] Esperto di web marketing? No, grazie. http://www.bernablog.com/676/esperto-di-web-marketing-no-grazie – cached page Discutiamo delle distorsioni e degli eccessi nel mondo del (web) marketing. — From the page [...]

  10. Esperto sì… esperto no, chi più, chi meno… solo un fattore è valido da sempre e sopratutto oggi… una semplice ma ben chiara parola: “RISULTATI”… ciò che si promette e si mantiene con i modi e tempi dovuti… i numeri non possono essere fraintesi!

    Let people know that you are around!

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