Cosa facciamo in Internet?

Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in un’interessante ricerca denominata Ruder Finn Intent Index che illustra le motivazioni che spingono le persone ad andare in Internet. In altri termini, questo studio risponde alla domanda: in che modo passiamo il nostro tempo su Internet?

I risultati della ricerca sono riassunti nell’immagine sottostante:

Cosa facciamo in Internet?

I curatori dello studio hanno suddiviso le attività che è possibile svolgere su Internet in 7 macro-categorie:

  1. formarsi (seguire corsi, fare ricerche, informarsi)
  2. divertirsi (passare tempo libero, distrarsi)
  3. socializzare (entrare in relazione con altri)
  4. esprimersi (creare qualcosa e condividerlo con altri)
  5. promuovere un’iniziativa (sostenere una causa, cercando di influenzare gli altri)
  6. fare affari (lavorare, fare e-banking, vendere online)
  7. fare acquisti (comparare prezzi e acquistare)

L’ordinamento delle categorie non è casuale, ma segue l’entità delle risposte fornite dagli intervistati.

La mia opinione

Ecco alcune considerazioni che ho fatto “di getto” leggendo le statistiche:

  • stupisce un po’ vedere la formazione al primo posto. La percezione che ho parlando con gli utilizzatori abituali di Internet è che la Rete venga usata principalmente per divertimento (ad es. navigando tra i video di YouTube o ascoltando musica online) e per socializzare/fare networking (soprattutto tramite social network). Non posso certo dire che la maggioranza delle persone che conosco utilizzino Internet per fare formazione personale o ricerca…
    Sicuramente il dato è influenzato da due fattori:

    • all’interno della voce “Learn” rientra anche l’informazione, di certo uno degli utilizzi più diffusi di Internet;
    • il campione degli intervistati include solo over 18, tralasciando quindi il target più votato al divertimento online.
  • come accennavo sopra, mi aspettavo di vedere ai primi posti le attività legate al divertimento e alla socializzazione online ed in questo mi ritrovo nei risultati dello studio. Non è un caso che il 100% degli intervistati abbia dichiarato di utilizzare Internet come passatempo.
  • non mi stupisce l’ultimo posto dedicato alle attività legate al fare business online (e-banking, e-commerce, telelavoro ecc.), complice il ritardo nella diffusione del commercio elettronico dovuto soprattutto a problemi fiducia nella sicurezza delle transazioni online da parte del consumatore.
  • ultima considerazione: lo studio è stato condotto su utenti americani. Sarebbe cambiato qualcosa se fosse stato fatto su utenti italiani? A te l’ardua sentenza…

A che pro?

Forse ti stai chiedendo: cosa me ne faccio di queste informazioni?

Beh, prima di tutto … rilassati! E’ estate, puoi anche permetterti di leggere qualcosa che non abbia un immediato “ritorno sull’investimento”  :)

Battute a parte, queste informazioni sono potenzialmente preziosissime per chi si appresta ad aprire un sito/blog o a lanciare un’attività online. Se vuoi avere maggiori probabilità di successo prova a chiederti: la mia attività o il mio sito rispondono ad almeno uno dei bisogni collocati ai primi posti della classifica? Se la risposta è no, forse è tempo di rivedere i tuoi piani.

Immagine: http://www.problogger.net/wp-content/uploads/2009/07/intent.png

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3 Commenti

  1. [...] Cosa facciamo in Internet? Scritto da:Roberto Bernazzani il 2009-08-10 [...]

  2. Ho dato un’occhiata alla pagina dove sono messi in mostra i risultati della ricerca, sono rimasto sorpreso dal fatto che gli uomini ‘man’ si dedichino al divertimento molto più dei giovani ‘youth’ mentre ‘socializzare’ è praticamente la priorità dei giovani. Onestamente pensavo fosse l’esatto opposto. Ma di quando sono questi dati? Perché Facebook ha rivoluzionato il mondo dei social network (prima c’erano solo myspace e live spaces che ora sono praticamente morti) e penso che molti più adulti si siano avvicinati alla socializzazione virtuale.

  3. Roberto Bernazzani

    Ciao eviltree,
    effettivamente la diffusione al grande pubblico di Facebook è stata anche accompagnata da un innalzamento dell’età media degli utilizzatori.
    A quanto dicono le ricerche i giovani si sentono “oppressi” dalle tante regole che vigilano i contenuti pubblicabili su Facebook, ecco perchè si muovono verso altri social network come Netlog, dove praticamente non ci sono regole ed è possibile scrivere o uploadare di tutto.
    Questo comportamneto è comprensibile: tu ci staresti in un SN in cui quello che scrivi può essere letto anche da tuo padre o tua zia? :) E’ normale che i giovani ricerchino spazi solo per loro, nei quali si sentono liberi di fare o dire ciò che vogliono.

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