Web marketing in 4 mosse

Strategia di web marketing in 4 mosse

Definire il concetto di web marketing non è certo semplice. Prendi N siti ed M libri di settore ed otterrai N+M definizioni diverse.
Dall’avvento di Internet i teorici si affannano per capire cosa rientra all’interno di quelle due parole magiche e quali sono i suoi confini rispetto ad altri concetti affini come quelli di web advertising, SEO, SEM ed altri ancora.
Essendo io un amante e un “predicatore” della semplicità, come dimostra lo stile minimalista di questo blog :) , in questo articolo cercherò di spogliare il concetto di tutto quello che non è necessario, illustrando i 4 passi base che devono contraddistinguere una buona strategia di web marketing.

1. Pianificazione

Non iniziare a fare nulla se prima non hai pianificato le tue attività. Questa è una regola aurea che dovrebbe valere in qualsiasi ambito aziendale e, perché no, nella nostra vita privata.
Eppure, ancora troppo spesso, mi trovo di fronte ad aziende che si decidono a sviluppare il sito web solo perché “ormai ce l’hanno tutti” o perché “il mio principale concorrente l’ha fatto”.
Qualsiasi azione di web marketing che si intraprende dovrebbe essere parte di un piano annuale che definisca in modo chiaro:

  • obiettivi che si intende raggiungere (es. incremento del fatturato o del numero dei clienti del 10%)
  • attività da compiere con il relativo timing (es. sviluppo sito web, Direct E-mail Marketing, Keywords advertising)
  • budget assegnato ad ogni attività
  • metriche per la misurazione dei risultati (es. numero di accessi al sito, numero di conversioni).

Facendo questa pianificazione ti obbligherai a scrivere nero su bianco obiettivi, attività e budget. Tutto ciò ti aiuterà anche a capire cosa è realmente fattibile a breve e cosa, invece, vale la pena di rinviare al futuro.
Non dimentichiamo, infine, che il web marketing rappresenta una parte, oggi sempre più consistente, delle iniziative di marketing e comunicazione poste in essere dall’azienda. Attenzione quindi alla coerenza tra ciò che si fa online e le attività offline.

2. Presenza

Per poter fare azioni di marketing e comunicazione sul web devi essere presente nel mondo online. Questo significa che, prima di tutto, dovrai sviluppare il sito Internet della tua azienda. Il sito diventerà l’immagine online della tua azienda e il centro verso cui far convergere le future attività di comunicazione; affidati a quindi professionisti del settore.
Oggi essere online non significa solo avere il proprio sito o blog. Cerca di sfruttare tutte le opportunità che ti offre il web: portali verticali, social media, Twitter, article marketing, online advertising ecc.
Attento però, non farti prendere dalla smania di essere onnipresente: scegli i canali di comunicazione in base al target al quale ti rivolgi e agli obiettivi di comunicazione stabiliti nella fase 1.

Non dimenticare, infine, di misurare in continuazione i risultati delle azioni intraprese. Valuta regolarmente la tua presenza online (chi visita il tuo sito o il tuo profilo sui social network, chi ti linka ecc.) e la percezione online del tuo brand.

3. Contatto

Le azioni intraprese nella fase 2 devono avere un obiettivo ben preciso. Lo so a cosa stai pensando: vendere! E invece no, quello verrà (si spera) in un secondo momento.
La tua prima preoccupazione in questa fase deve essere generare lead.

Lead è l’interesse dimostrato da un cliente in seguito ad un’iniziativa promozionale, che si può poi concretizzare nell’avvio di una trattativa commerciale.

Il lead è il momento in cui converti un semplice visitatore del sito in potenziale cliente.
Per massimizzare i lead devi prima di tutto preoccuparti di avere un elevato numero di visitatori targettizzati, cioè realmente interessati ai tuoi prodotti o servizi.
Illustrare in modo compiuto come dirigere traffico targettizzato verso il tuo sito richiede sicuramente un post a parte. Limitiamoci qui a ricordare gli strumenti principali: tecniche di Search Engine Optimization (SEO) che consentono di posizionare bene il tuo sito nelle SERP per le keywords rilevanti, campagne Pay-Per-Click (PPC), attività di link building o programmi di affiliazione ben studiati ecc.

4 Relazione

“Oh, finalmente si vende!” starai pensando. E invece no!
Una volta stabilito il contatto con il potenziale cliente, cerca di instaurare con lui/lei una relazione di lungo termine. Gli strumenti disponibili per creare questa relazione sono noti: social media, newsletter periodiche, mobile marketing, Twitter ecc.
Non trascurare l’importanza di questa fase: se riesci a stabilire una relazione di fiducia tra te e il cliente, lui/lei diventerà il tuo miglior uomo marketing. Uno studio recente di “Edelman Trust Barometer” ci dice che solo il 17% dei consumatori è disposto a dare fiducia ad un messaggio pubblicitario istituzionale (ritenuto evidentemente troppo di parte e non obiettivo), mentre ben il 56% dà credibilità all’opinione espressa da altri consumatori.
In conclusione, fai in modo che i tuoi clienti si fidino di te e che comunichino al posto tuo. Sono le iniziative di comunicazione più efficaci ed economiche che esistano.

Pianificazione – Presenza – Contatto – Relazione. Non devi fare altro. Semplice no? :)

Imagine: Leo Reynolds

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6 Commenti

  1. Pietro Landenna

    Questo trova molto riscontro specie nei settori abbastanza saturi,in cui la frenesia del vendere è finita da tempo,e i venditori puntano a mantenere i consumi dei loro clienti,senza perdere quote di mercato,e sono disposti a ritardare la vendita e orientare le campagne a una fidelizzazione dei clienti se questo può avere effetti conservativi e incrementativi sulla clientela.
    Penso ad esempio alle nuove campagne a 360 gradi delle compagnie telefoniche per crearsi una clientela stabile oltre che per vendere

  2. Roberto Bernazzani

    Verissimo!
    E non è certamente un caso che le compagnie telefoniche siano tra le più attive nella comunicazione online.

  3. Pietro Landenna

    Ma crede che si possa verificare un effetto boomerang della comunicazione così estesae ramificata in ogni attimo “socialmente” attivo(tv,web,radio,manifesti) del giorno?
    Visto che chiunque guardi la televisione,apra un social network,controlli la posta su un sito con banner,è letteralmente invaso dalla pubblicità dell’ operatore della fascia in cui risulta target,questa eccessiva esposizione possa dare una certa “nausea”?Anche perchè come spiega Lei nell’ articolo,la vendita è solo il passo finale,e spesso ne precedono molte,anche superflue,ma parecchio invadenti, se considerate nell’ arco della giornata.

  4. Roberto Bernazzani

    Secondo me bisogna distinguere i due punti di vista.
    Da un lato c’è il consumatore che effettivamente in certi momenti ha la sensazione di essere bombardato di messaggi pubblicitari, rischiando così di diventare refrattario ad ogni comunicazione.

    Dall’altro ci sono le aziende che si rendono conto della sovraesposizione ma, al tempo stesso, non possono permettersi di ridurre la loro presenza sui media. Gli spazi lasciati liberi, infatti, finirebbero per essere occupati da altre aziende, magari concorrenti, non generando alcun beneficio per il consumatore.
    La soluzione ricercata dalle aziende diventa quindi quella di trovare canali, strumenti e contenuti che consentano loro di emergere nel “marasma mediatico”.

  5. …Io aggiungerei anche un’altra variabile… la perseveranza!
    Complimenti per l’articolo…bel lavoro!

  6. Roberto Bernazzani

    Assolutamente! Per instaurare una relazione di lungo termine la perseveranza è d’obbligo.
    Grazie per i complimenti :)

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