Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)

Nel precedente articolo abbiamo parlato dei 10 errori da evitare promuovendo un sito, fermandoci ai primi 5. Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare:

6. Diventare un “social media spammer”
Un social media spammer è colui che segnala tutti i propri articoli a tutti i social media che è stato in grado di reperire sulla Rete.

Lascia che siano i tuoi utenti a decidere se il tuo articolo merita di essere segnalato e votato sui social media. Se vuoi essere sicuro di raggiungere questo obiettivo scrivi contenuti utili ed interessanti, il resto lo faranno i tuoi lettori.

7. Scrivere (solo) per i motori di ricerca
Non ottimizzare le tue pagine solo per ottenere la prima posizione in Google, pensa anche e soprattutto ai tuoi utenti. Trova il giusto equilibrio tra Search Engine Optimization (SEO), qualità e forma del contenuto.

Se scrivi una grande quantità di contenuti, un problema che ti sarai posto sicuramente almeno una volta è quello che io chiamo “il dilemma del sinonimo”: meglio usare in continuazione la stessa parola (ad es. marketing), oppure ricorrere ai suoi sinonimi (es. promozione, pubblicità, advertising ecc.)? Il SEO che è in te, che vuole fortissimamente vedere il tuo sito in prima posizione con la parola “marketing”, ti farà dimenticare all’istante ogni altro sinonimo. Il linguista che è in te ti consiglierà di ricorrere spesso ai sinonimi. La soluzione sta nel mezzo: alterna il termine per il quale ti vuoi posizionare con i suoi sinonimi; in questo modo otterrai un buon posizionamento sui motori e i tuoi lettori potranno arrivare in fondo all’articolo senza farsi venire il mal di testa.

Non dimenticare, infine, che avere un buon posizionamento su Google non significa essere apprezzati. Se punti tutto sul SEO probabilmente otterrai tanti accessi, ma difficilmente riuscirai a creare una community di lettori affezionati.

8. Riempire il sito di social media widgets
La tendenza è ormai dilagante: la maggioranza delle sidebar dei blog è oggi popolata da gadget/widget di ogni genere collegati ai profili sui social network più disparati.

Si tratta di un comportamento da evitare per almeno due ragioni:

  • la prima è puramente tecnica: la maggior parte di questi gadget vengono caricati remotamente recuperando i relativi contenuti da altri siti. Questo fa in modo che tu non possa più controllare con precisione il tempo di caricamento delle pagine che si dilata enormemente al proliferare dei widget;
  • la seconda è più teorica e richiama alla mente quella regola nota con il nome di KISS principle: “Keep it Simple and Stupid” o, secondo alcuni, “Keep it Simple, Stupid”. Fondamentalmente si tratta di un inno alla semplicità. Il punto di forza del tuo sito devono essere i contenuti; evita qualsiasi orpello inutile che avrebbe l’unico effetto di distogliere l’attenzione dai contenuti stessi (sì lo so, forse io ho un po’ esagerato con il minimalismo della grafica :)
    Una delle ragioni per cui Google ha schiacciato la concorrenza dei vari Yahoo!, Altavista ecc. è proprio la sua semplicità: nella home non trovi altro che la casella di ricerca.

9. Copiare da altri siti
Questo punto non merita quasi alcun commento. Sforzati di essere originale in tutto: dal design, allo stile, ai contenuti. E’ questo il principio che, ad esempio, mi sconsiglia di riproporre su questo blog le classiche news che puoi trovare su molti altri siti del settore.

10. Usare servizi di sottomissione automatica ai motori di ricerca
Anche su questo punto non ci sono dubbi: i servizi che promettono di segnalare il tuo sito a 100, 1.000 o 10.000 motori di ricerca sono completamente inutili e, se a pagamento, dannosi.

Se costruisci il tuo sito con un minimo di ottica SEO, i motori di ricerca lo indicizzeranno automaticamente, senza che tu debba fare nulla e tantomeno spendere soldi.

E tu, quali pensi siano gli errori da evitare quando si sviluppa e si promuove il proprio sito o blog?

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13 Commenti

  1. Pietro Landenna

    Molto interessante.
    Le suggerisco anche un altro aspetto da considerare,che però può essere interpretato sia come errore che come consiglio.
    La coerenza dei contenuti,dettata sia da chi scrive che da chi legge.Mi spiego,se Lei pubblicasse come prossimo post una ricetta per il minestrone,questa risulterebbe “estranea” ai contenuti usuali,e le persone che leggono il blog non sarebbero interessate(vado sul blog di un SEO e trovo ricette di cucina?per quello andavo sul blog di una cuoca che me suggeriva di migliori..).
    Mentre per altri tipi di blog,magari la diversificazione dei contenuti, l’ effetto “che cosa interessante” è una delle ragioni di attrazione,ma solo se l’utente ci va aspettandosi di trovare qualcosa di genericamente interessante,sennò si troverà spiazzato dal minestrone,stavolta letterario presente

  2. Roberto Bernazzani

    Concordo al 100%: essere troppo dispersivi negli argomenti trattati non aiuta nè l’utente nè il posizionamento sui motori di ricerca. Entrambi finiranno per non capire esattamente di cosa tratta il sito.

  3. …cosa cosa, google avrebbe schiacciato la concorrenza perchè la sua home page e semplice?!?! ma fammi il piacere va!!
    queste regole sono copiate e ricopiate in varie salse e in vari metodi, ma la verità è che nessuno conosce il metodo che si può o non si puo mettere in atto.

  4. Roberto Bernazzani

    @Filippo: se leggi con attenzione ho scritto “UNA DELLE RAGIONI per cui Google ha schiacciato la concorrenza …”. Non è certamente l’unico fattore, ma è innegabile che un forte contributo al predominio di Google viene dalla semplicità e dall’usabilità di tutte le sue interfacce, sia quella del search che delle altre applicazioni.
    Sulla seconda affermazione hai ragione: si tratta di regole non nuove. Ti chiedo però: quanti sono i siti che rispettano TUTTE le 10 regole che ho elencato?

  5. [...] Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare: 6. blog: Roberto Bernazzani Blog | leggi l'articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]

  6. Che siano regole rintracciabili da molte altre parti, non fa altro che confermare la loro bontà. Non è copiatura, ma un breve resoconto di ciò che non si deve fare: regole base, appunto, che valgono sempre e che è sempre opportuno richiamare.

    Riguardo ai metodi da seguire per ottenere un’alta quantità di traffico web targhetizzato, ce ne sono molti, potentissimi e gratuiti: Google è migliore di tutti gli altri proprio perchè… li offre lui stesso! Lo stesso dicasi per altri suoi servizi che non vengono forniti da Yahoo, Altervista e co.

    In “Traffico Gratis da Google” ho raccolto e descritto questi ottimi tools gratuiti che io stesso utilizzo per aumentare le visite alle mie pagine web… senza spammare!

    Un saluto

    Simone

  7. [...] Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte) Nel precedente articolo abbiamo parlato dei 10 errori da evitare promuovendo un sito , fermandoci ai primi 5. Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare: 6. blog: Roberto Bernazzani Blog | leggi l'articolo [...]

  8. [...] Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte) Nel precedente articolo abbiamo parlato dei 10 errori da evitare promuovendo un sito , fermandoci ai primi 5. Vediamo oggi le ultime 5 raccomandazioni sulle cose da non fare: 6. blog: Roberto Bernazzani Blog | leggi l'articolo [...]

  9. Ma siamo sicuri dell’ultimo punto? Che sia davvero inutile o dannoso sottoporre il proprio sito a tanti motori, risorse?
    Non ho mai provato e mai lo farò, meglio investire il proprio tempo in altro è vero, ma non ci metterei la mano sul fuoco che un servizio del genere sia inutile. Quasi quasi per test proverei su un sito di poco conto, magari se uno facesse solo questo forse può diventare dannoso; però concordo è meglio investire il tempo a creare valore per il sito.

  10. Roberto Bernazzani

    Sul fatto che il comportamento del punto 10 sia dannoso non ho evidenze empiriche personali.
    Sull’inutilità, invece, posso garantire in prima persona: ho testato più volte questo tipo di servizi ed ogni volta, indipendentemente dall’investimento fatto, non ho trovato alcun giovamento dal punto di vista del posizionamento.
    Morale: meglio lasciar perdere…

  11. sarebbe molto bello avere una lista delle google penalties!
    Mutuo

  12. Riguardo al punto 10, non saprei se sia dannoso o no per il SEO, l’unica esperienza in merito che ho avuto fu qualche anno fa, quando provai con un sito che gestivo. Il risultato è che ricevo ancora (e sono passati almeno 10 anni) chiamate al cellulare di persone che chiedono informazioni sul negozio proprietario del sito, ovvero una rosticceria. Fermo restando che non ho mai inserito il mio cellulare come contatto del negozio, ho più volte cercato di farlo cancellare senza ottenere risultati…

  13. Grazie Enrico, la tua testimonianza non fa altro che confermare non solo l’inutilità lato SEO dei sistemi di sottomissione automatica ai motori, ma anche la loro “pericolosità” in termini di effetti negativi dello spam.
    Mi dai una nuova occasione per sconsigliarli vivamente.

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