Ritorno alle origini: la connettività

Oggi ti segnalo un articolo scritto da Maurizio Gotta di Anti Digital Divide e pubblicato sul blog di Beppe Grillo. L’articolo tratta il tema, a me molto caro, della connettività in Italia. In passato, infatti, ho già avuto modo di sostenere che:

  1. la tecnologia è uno strumento che deve fungere da abilitatore per l’erogazione di servizi innovativi e ad alto valore aggiunto tramite la Rete;
  2. il Web 2.0 richiede connessioni a banda larga: la reale diffusione delle tecnologie e dei servizi del Web 2.0 è possibile solo a patto che tutti gli utenti, o la stragrande maggioranza di essi, abbiano a disposizione una connessione a banda larga.

Nell’articolo che segnalo, l’ottimo Maurizio Gotta descrive perfettamente gli errori del passato che hanno portato all’attuale situazione di arretratezza dal punto di vista della copertura a banda larga del territorio italiano, evidenziando anche alcune vie d’uscita. Una lettura che ti consiglio vivamente.

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4 Commenti

  1. Pietro Landenna

    Seguendo il dibattito in America sulla questione,fatte le dovute proporzioni tra uso della rete e popolazione,se là si comincia a desiderare la superbroadband da 100Giga,in Italia è fisiologico che la richiesta almeno di una banda larga,anche se si potrebbe puntare sulla superlarga direttamente,emerga e sia necessaria per tutti i territoria.
    Ma a riguardo all’ aumento di traffico,non trovo una Sua posizione sulla veridicità della possibilità che la rete “muoia” per questo esponenziale aumento dei contenuti favorito dal Web2.0,o del dibattito francese e successivamente italiano sull’ evoluzione della tutela dei contenuti,argomenti della settimana e correlati a questo che mi sarei aspettato

  2. Roberto Bernazzani

    Grazie Pietro per i tuoi commenti sempre interessanti.
    Effettivamente i temi della saturazione della banda disponibile e della tutela dei diritti sui contenuti sono molto d’attualità e strettamente correlati con quello della connettività.
    Trattandosi però di temi complessi penso che meritino un post a parte che non mancherò di produrre nei prossimi giorni.
    Appena online conto di leggere anche la tua opinione in materia.

  3. Pietro Landenna

    Bene.Soprattutto sulla saturazione aspetto un Suo parere.
    Data la democraticità delle rete,che vede i “rating” dei contenuti,specie grazie al 2.0, effettuati dai passaggi o commenti degli altri utenti,non si può stabilire una priorità di importanza dei contenuti,ma si avranno delle eccellenze per numero di contatti in ogni micro-cosmo cibernetico,per ogni gruppo di utenti di un certo tipo,che però vanno sempre più facendosi composti di piccole nicchie a loro volta, rendendo impossibile scegliere dei contenuti ritenuti unanimamente più rilevanti, creando così divisioni dei contenuti degne di W.Gibson nei sue romanzi più cybernetici e cupi.

  4. Roberto Bernazzani

    Molto interessante questo punto di vista.
    Effettivamente attribuire delle priorità a determinati contenuti basandosi sulla loro qualità e/o popolarità è molto rischioso. Ecco perchè molti propongono di continuare sulla strada intrapresa già da diersi anni che prevede di assegnare la priorità basandosi su aspetti puramente tecnici (es. la quantità di banda consumata).
    E’ chiaro che al profilerare di contenuti che hanno pari “dignità” basandosi su questi parametri, tutto diventa molto più complesso…

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