L’Internet advertising del futuro: addio YouTube, addio spot

Vinton CerfIl modo migliore per immaginare come sarà il futuro di un settore è chiederlo ad un visionarlo. No, non mi riferisco ad una persona che ha le visioni, ma a qualcuno che ha LA visione, cioè che è in grado di comprendere prima di altri la tendenza evolutiva di un certo fenomeno.

E chi risponde a questa definizione meglio di Vinton Cerf ?

Per chi non lo sapesse stiamo parlando di uno dei padri di Internet. Cerf ha infatti progettato parte del protocollo TCP/IP che è alla base dell’architettura di Internet. Si tratta quindi di una delle poche persone che possono, a ragione, vantare il titolo di visionario. Non a caso, da qualche anno è consulente, precisamente Internet Evangelist, di Google.

Nei giorni scorsi Cerf ha rilasciato un’intervista nella quale descrive come immagina l’Internet del prossimo futuro. Tra gli argomenti trattati compare anche l’Internet advertising, cioè il modo di fare pubblicità sul Web.

Addio YouTube

Partiamo da una considerazione: quella che ci attende è l’era dell’IPTV, cioè della televisione erogata tramite Internet. Cerf ritiene però che il modello televisivo del broadcasting (un soggetto trasmette e gli spettatori si collegano per fruire della trasmissione) non sarà il modello della TV su Internet. Man mano che le connessioni Internet diventeranno sempre più veloci, questo sistema verrà sostituito dal classico download. E’ infatti innegabile che questa modalità ci offre la libertà di gestire il nostro tempo come preferiamo, senza essere legati agli orari delle trasmissioni o alla disponibilità di una connessione Internet.

Cerf si chiede (e come dargli torto?): perchè il download funziona con la musica (scarico l’mp3 sul mio iPod e me lo ascolto quando voglio) e non per i video?  Non sembra un caso che YouTube abbia da poco avviato la sperimentazione del download dei video. Siamo vicini alla fine di YouTube come lo conosciamo oggi?

Addio spot pubblicitari

Detto che la televisione del futuro transiterà attraverso Internet, Cerf immagina un’altra rivoluzione legata al modo di fare advertising all’interno dei programmi televisivi.

Tutti siamo concordi nel considerare estremamente fastidiosa l’idea del break pubblicitario com’è concepito oggi. Interrompere una partita di calcio nel bel mezzo di un’azione travolgente o un thriller con il poliziotto ad un passo dalla cattura dell’assassino per pubblicizzare l’ultimo modello di pannolini è, quello sì, un delitto.

L’advertising televisivo non dovrebbe fare altro che riproporre le chiavi di successo del modello pubblicitario creato da Google: contestualizzazione e bassa invasività: Gli annunci di Google hanno successo perchè non sono invasivi, essendo posizionati in una posizione dello schermo defilata, e perchè sono contestualizzati, cioè hanno in qualche modo a che fare con l’attività che l’utente sta svolgendo in quel momento.

Come applicare il “modello Google” all’IPTV? Cerf prevede che le trasmissione televisive su Internet offriranno la possibilità di rendere “sensibile”, cioè cliccabile, qualsiasi oggetto all’interno di un filmato. Al click dell’utente il filmato si interromperà per visualizzare il messaggio pubblicitario relativo all’oggetto selezionato.

Ipotizziamo uno scenario possibile: stai guardando uno dei tuoi film di 007 preferiti, “Il mondo non basta”. James Bond compare con la sua BMW Z8 grigia (che puntualmente distruggerà…). Tu impugni il mouse, il video si mette automaticamente in pausa, clicchi sulla BMW e ti viene mostrato l’annuncio pubblicitario che ti segnala il nome del rivenditore più vicino a te e ti invita a visitarne il sito web.

Immagina la stessa scena per l’ultimo portatile Apple, per una lampada di design o per qualsiasi altro oggetto possa venirti in mente.

Cosa ne dici, ti piace questo futuro?

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2 Commenti

  1. Pietro Landenna

    Questa futuro che Lei descrive come prossimo ricorda molto e trova anche sostegno in quello che è previsto da altri due guru ,non dell ICT ma di business in generale(sono nei Thinkers 50) quali K. Nordstrom e J. Ridderstrale,come espresso anche nel loro ultimo libro,Funky Business Forever.
    Sia per la differente(rispetto alla classica) richiesta dei clienti,su cui si è spostato l’ onere di “pagare” (in termini di cercare e non subire passivamente) la pubblicità,che per la pari necessità dei venditori che per ridurre costi di pubblicità oramai non piu indirizzabili verso tutti,trovano un giusto compromesso nella interattività permessa da nuove tecnologie interattive:questa un aspetto comune alle due previsioni.

  2. Roberto Bernazzani

    Dalla mia esperienza, esperti di business e di ICT si trovano concordi molto raramente. Il fatto che questo sia uno di quei pochi casi fa effettivamente pensare che lo scenario dipinto sia destinato a diventare realtà.
    Grazie per la conferma.

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