Google: anche i ricchi piangono

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Siamo ormai abituati a quotidiani, riviste specializzate (online e offline) e blog vari che trattano regolarmente di Google, dei suoi prodotti e delle sue strategie. In particolare, nelle ultime settimane stanno proliferando gli articoli i cui autori puntano i riflettori su alcuni comportamenti dell’azienda di Mountain View.

Un esempio per tutti, tre articoli recenti della rivista online Punto Informatico:

Riassumendo, quindi, questi articoli, come gli altri simili apparsi sui media nelle ultime settimane, ci dicono che Google taglia il personale, limita le nuove assunzioni, interrompe i progetti non remunerativi.

La domanda sorge spontanea: dov’è la notizia?

L’equivoco, se così vogliamo chiamarlo, deriva dalla tendenza, creata dalla stessa Google e alimentata dai media, a considerare BigG come un’azienda speciale. E’ innegabile che l’azienda abbia alcune caratteristiche che la rendono peculiare: dalla cura degli spazi fisici, alla politica ambientale, all’attenzione alle risorse umane.  Non dobbiamo però dimenticare che è pur sempre un’azienda “profit”, cioè orientata al profitto. E’ quindi normale che di fronte ad una crisi economica si comporti come qualsiasi altra azienda.

Non stupiamoci quindi se anche Google taglia, limita, ridimensiona e … piange.

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1 Commento

  1. Pietro Landenna

    Contando poi che la pubblicità sta trovando nuovi spazi che sembrano più mirati e quindi profittevoli sui telefonini, e Google è sempre più accerchiato da motori di ricerca all’avanguardia,come quello sviluppato dai due ragazzi indiani,il comportamento dell’ azienda google è in linea con le aspettative che si dovrebbero avere scavando sotto l’alone magico che copre quel marchio.

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