Sviluppo delle aree rurali: tecnologia, ma non solo

Oggi consentimi un post in parte out of topic. Si tratta di un articolo che ho scritto per un quotidiano locale di Piacenza che tratta delle politiche di sviluppo delle aree rurali e di montagna, tipicamente affette da digital divide.


Recentemente si è tenuto a Rivalta (Piacenza) un convegno nel quale si è discusso di soluzioni innovative che possano attrarre imprese e famiglie nelle aree rurali o, quantomeno, arrestarne l’”esodo” verso i centri cittadini. In quell’occasione sono state presentate le storie di due realtà molto diverse tra loro che, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, sono riuscite nell’intento di rivitalizzare i territori rurali. 

Il primo caso di successo è quello di Nuenen, una cittadina di 25.000 abitanti – un quarto dei quali over 65 – situata nel sud dell’Olanda in una zona rurale non particolarmente ricca. Oggi, al termine di un progetto partito nel 2003, Nuenen è la città più cablata al mondo: ogni edificio – case, scuole, chiese, ospedali ecc. – è connesso ad Internet ad alta velocità tramite fibra ottica.

Il secondo caso illustrato durante il convegno è stato quello di Bardi, realtà dell’appennino parmense a rischio spopolamento.

Con un alto tasso di emigrazione ed un rapporto nati-morti di 1 a 8, infatti, il comune rischiava di scomparire entro una trentina d’anni. Nel 2001 Andrea Pontremoli, bardigiano d’origine ed ex presidente e amministratore delegato di IBM Italia, ha dato vita, insieme ad altri compaesani, ad un progetto che ha portato ad invertire il trend di decrescita della popolazione. Il punto di partenza è stata la realizzazione di una rete wireless che consentisse di portare Internet veloce dove nessuna ADSL sarebbe mai arrivata e di offrire una serie di servizi.

Confrontando queste due realtà, apparentemente molto diverse tra loro, emergono a mio parere almeno due importanti elementi in comune:

  1. la tecnologia come strumento: in entrambi i casi la tecnologia – le reti di comunicazione in primo luogo – non è stata posta come il fine dei progetti, ma come un mezzo da sfruttare per erogare servizi innovativi, destinati a migliorare la qualità della vita dei cittadini, o per fornire in modo più efficiente servizi già esistenti. A Nuenen la nuova rete viene utilizzata per offrire servizi di base come il telefono, la TV e l’accesso veloce ad Internet, così come per erogare servizi di telesoccorso sanitario o per trasmettere in diretta su Internet i matrimoni. A Bardi, per fare solo due esempi, la rete wireless cittadina consente alle aziende locali di comunicare ad alta velocità con il resto del mondo – evitando in tal modo la loro migrazione verso altri territori – ed ai bambini di seguire le lezioni scolastiche in videoconferenza senza doversi spostare quotidianamente nelle scuole dei comuni limitrofi.
  2. l’importanza di fare squadra: i due progetti hanno in comune l’adozione di un modello cooperativo che ha visto il coinvolgimento del settore pubblico, delle aziende locali e dei singoli cittadini. La rete di Nuenen è stata realizzata con un finanziamento congiunto del Governo olandese e dei singoli cittadini che hanno costituito una cooperativa ad hoc. Il contributo finanziario richiesto per entrare a far parte della cooperativa non è stato percepito dai cittadini come un semplice costo, ma come un investimento che accresce il valore della propria abitazione e, più in generale, del territorio nel quale si vive. Similmente, molti dei progetti di Bardi sono stati realizzati con il contributo dell’Unione Europea sotto la spinta di alcune imprese locali.

Guardando a molti comuni della collina piacentina (e non solo) non possono sfuggire le evidenti similitudini con i due casi descritti. Le problematiche sono comuni: invecchiamento della popolazione residente e progressivo spopolamento. La ricetta per il loro superamento è quella che abbiamo descritto. In primo luogo è necessario individuare i servizi esistenti la cui qualità può essere migliorata tramite l’utilizzo della tecnologia, così come i nuovi servizi che la tecnologia consente di offrire. Definiti i servizi sui quali si intende puntare – scelta fondamentalmente politica – bisogna individuare le tecnologie necessarie ad implementarli, ruolo che richiede il coinvolgimento del mondo universitario e delle aziende. Il passo successivo consiste nella stesura ed attuazione di un progetto di sviluppo e innovazione che coinvolga tutti gli attori locali. Questo ruolo non può che essere svolto dalle amministrazioni locali, cui spetta il compito di coinvolgere gli attori necessari, stimolarli, coordinarli e verificare l’attuazione del progetto.

Se la ricetta descritta funziona nella remota Nuenen e nella vicinissima Bardi, perché non dovrebbe funzionare anche nei nostri territori?

Articoli correlati


Commenta