Sviluppare una linking strategy efficace in 5 passi

Linking Strategy

Ci hai mai pensato? Senza il link, oggi non esisterebbe Internet.

Il link è quell’aggeggio che ci ha permesso di passare dal concetto di documento statico ed isolato dal contesto a quello di ipertesto, un testo che contiene collegamenti ad altre parti dello stesso o, più frequentemente, ad altri documenti.

Oltre a fungere da motore per Internet, il link può avere una ricaduta pesante anche sul tuo business, a condizione, ovviamente, che tu abbia almeno una pagina web online. Avere tanti link in ingresso verso il tuo sito può infatti portarti due vantaggi:

  • un incremento di visite, con conseguente aumento della customer base potenziale
  • un miglior  posizionamento nelle ricerche sui motori (SEO).

Link = clic potenziali

Su questo aspetto c’è poco da aggiungere. Le visite provenienti da altri siti (cosiddetti “siti di riferimento” o “referer”) rappresentano un’irrinunciabile fonte di traffico per il tuo sito.

Se ti stai chiedendo come ottenere tanti link di questo tipo, la risposta è semplice: crea contenuti di qualità. Se fai questo, altri siti ti citeranno e convoglieranno verso di te molti utenti, senza che tu debba compiere alcuno sforzo aggiuntivo.

Rifuggi da qualsiasi altra scorciatoia (leggi link a pagamento) che ti farà solo perdere tempo e, nella peggiore delle ipotesi, denaro.

Link = SEO

E’ risaputo che, tra gli oltre 200 fattori che Google utilizza per determinare il ranking dei siti, un ruolo fondamentale spetta ai link in ingresso.

Semplificando al massimo, Google pensa che se tanti siti (meglio se di qualità) linkano una pagina, è perchè quest’ultima propone contenuti di qualità che è opportuno suggerire all’utente che fa una ricerca.

Un componente essenziale della tua strategia di Search Engine Optimization (SEO) deve quindi essere la linking strategy, cioè una metodologia che consenta di ottenere un elevato numero di link in ingresso.

Nella definizione della tua linking strategy dovrai preoccuparti principalmente dei seguenti 5 fattori:

1. Diversità delle fonti

Non è sufficiente avere tanti link in ingresso se questi derivano da un numero limitato di fonti. L’ideale è avere un elevato numero di fonti diverse. Il ragionamento di Google è semplice: “questo sito piace a tante persone, quindi va premiato con un buon ranking”.

2. Anchor text

I motori di ricerca considerano non solo quanti link puntano verso il tuo sito ma anche come lo fanno, cioè con quale anchor text (la porzione di testo che viene linkata).

Se ti accorgi che un tuo referer utilizza un anchor text poco rilevante  per le keywords che hai scelto(casi estremi sono i classici “clicca qui” o “visita il sito”), contatta il webmaster e chiedi che venga modificato.

3. Link juice

A meno che il link non contenga l’attributo “nofollow”, ogni volta che un sito linka una pagina, automaticamente passa a quest’ultima parte del suo PageRank per l’effetto noto con il termine “link juice”. La tua linking strategy dovrà dunque essere orientata ad ottenere non solo tanti link, ma link di qualità, cioè provenienti da pagine con PR elevato.

Questo è il motivo per cui non è consigliabile affidarsi a quei servizi che promettono di inserire il tuo sito in migliaia di directory. Se anche questo fosse vero, puoi stare certo che si tratterà di pagine con PR molto basso che non ti porteranno alcun beneficio.

4. Trust dei domini

Come accennato sopra, i motori di ricerca guardano non solo a quanti siti ti citano, ma anche al profilo di coloro che ti linkano dal punto di vista del trust e dell’authority.

Il trust di un dominio agli occhi dei motori dipende da:

  • Quantità e qualità dei link in ingresso
  • Informazioni sulla registrazione del dominio reperibili tramite servizi “whois”
  • Comportamento dell’utente sul sito: quante pagine visitano in media gli utenti, quanto tempo si fermano sul sito ecc. Si tratta di dati che Google raccoglie ad esempio tramite la propria toolbar, da Google Analytics e da altre fonti esterne.

5. Autorità dei domini

L’autorità di un dominio viene misurata dai motori di ricerca tramite questi indicatori:

  • PageRank delle pagine che fanno parte del dominio
  • Diversità delle fonti che linkano il dominio
  • Analisi temporale dello sviluppo di link in ingresso: un picco di link in ingresso apparsi tutti nello stesso giorno potrebbe rappresentare un segnale di acquisto di link
  • Distribuzione dei link in ingresso tra le pagine del dominio: meglio avere link in ingresso distribuiti equamente su un’ampia base di pagine piuttosto che avere collegamenti concentrati solo su una singola pagina (es. la home page).

Adesso che conosci gli aspetti che devi curare per ottenere una linking strategy efficace, non devi far altro che analizzare i link in ingresso verso il tuo sito (sfruttando ad esempio l’apposita funzione su Google Webmaster Tools) e determinare su quale dei 5 fattori elencati la tua strategia è debole. Lavora su questi aspetti e, se lo farai correttamente, otterrai benefici certi in termini di posizionamento del tuo sito.

Cosa fai ancora qui? E’ tempo di migliorare la tua linking strategy! :)

Fonte: SEOmoz –  Immagine: Profound Whatever

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11 Commenti

  1. [...] the original: Dario Fornarelli: Sviluppare una Linking Strategy Efficace in 5 Passi [...]

  2. [...] This post was mentioned on Twitter by Mirko D'Isidoro, Roberto Bernazzani. Roberto Bernazzani said: Sviluppare una linking strategy efficace in 5 passi http://bit.ly/9twHuM [...]

  3. [...] 03) Sviluppare una linking strategy efficace in 5 passi [...]

  4. Sono d’accordo. 5 passi indispensabili.
    Ottime info quelle degli ultimi 2 punti del passo 5. tnks!

  5. Sì, ottimo articolo davvero, complimenti. Solo su due punti secondo me vale la pena discutere. 1) Rifuggire dai link a pagamento 2) Siti che promettono l’inserimento su migliaia di directory. Parto dal secondo: è noto che Google ormai non premi più i backlink provenienti dalle directory, le conosce quasi tutte e nono sono quindi più significative. Per quanto riguarda, invece, l’acquisto di link, io lo faccio tramite una piattaforma professionale che si chiama Teliad. Il loro team seleziona per me i link in entrata più adatti al mio contenuto e io ho sempre la visibilità e la sicurezza su tutti gli acquisti fatti. L’approccio utilizzato mi sembra molto graduale e per Google quindi naturale. In questo modo non perdo più tempo a richiedere inserimenti di link, con un “tasso conversione” molto, molto basso. Qualcun altro di voi utilizza metodi simili?

  6. Roberto Bernazzani

    @IlBorgo: direi che sulle directory siamo tutti d’accordo.
    Per quanto riguarda i link a pagamento, gli strali di Google mi hanno sempre fatto rimanere alla larga da questa pratica, non ho quindi esperienze dirette di piattaforme di questo genere.
    Certo, un lavoro di link building a pagamento gestito come hai descritto nel tuo commento suona molto più vicino a qualcosa di “organico”, non mi stupisco quindi che possa funzionare.
    Da ciò che scrivi mi sembra di capire che acquisti link da qualche tempo e non hai mai avuto problemi di penalizzazioni da parte di Google, esatto?

    Sul tema “link a pagamento sì o no” vi consiglio un interessante articolo apparso su SEOmoz un paio di giorni fa (http://www.seomoz.org/blog/whiteboard-friday-we-bought-links-and-it-worked) che spiega come comprare link forse non è etico ma … funziona.

  7. Ciao Roberto. No, non ho mai subito penalizzazione da parte di Google. In più quelle, quando avvengono, sono subite molto più facilmente dai venditori, da quanto ne so io. Google infatti non ci mette nulla ad individuare i siti che da un giorno all’altro presentano un notevole delta di link in uscita, piuttosto che una serie di link che cambiano velocemente nel tempo o che non hanno nulla a che fare con il contenuto del sito che offre il back link. Stiamo però sempre parlando di penalizzazioni di Page Rank, ho letto anche molte esperienze a riguardo sul blog di Giorgio Tave. La linea che mi sembra segua Big G è quella di prendersela con chi abusa con in back link, in modo scriteriato. Che lo faccia a pagamento o meno. Grazie per l’articolo comunque, io quando compro un link con Teliad so che lo porterò con me per tanto, tanto tempo, non avrebbe senso altrimenti. Se però nel frattempo vendi anche link, sempre secondo buon senso, il tutto si bilancia.

  8. Roberto Bernazzani

    Solo una precisazione sulle penalizzazioni: Google penalizza chi vende ma anche chi acquista grandi quantità di link e sono anche penalizzazioni in termini di ranking, non solo di PR.
    Su tutto il resto sono d’accordissimo: alla fine qualsiasi strategia di link building, se attuata con buon senso, difficilmente finisce per nuocere.
    Grazie per i tuoi commenti decisamente costruttivi.

  9. Sarebbe interessante aggiungere anche una analisi dell’algoritmo hilltop

  10. ragazzi secondo voi i link non hanno perso un pò di influenza ultimamente? lavoro lavoro ad ottenere link, ma i siti che curo fanno fatica a salire, i contenuti sono molto più importanti

  11. Ciao, questo sito è veramente utile per chi sta iniziando nel modo dei blog! Complimenti! Tornerò molto spesso!

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