Google premia i siti veloci

Alla fine, dopo tanti rumors, è arrivata la conferma ufficiale: Google ha inserito la velocità di caricamento delle pagine tra i parametri usati per determinarne il ranking nelle SERP. In altri termini, a parità di qualsiasi altro indicatore, Google premia i siti veloci rispetto a quelli lenti.

Facciamo alcune considerazioni su questa news, prendendo spunto dal commento di Matt Cutts sul suo blog:

Niente panico

La novità non determinerà sconvolgimenti nelle SERP dal momento che questo nuovo parametro va ad aggiungersi agli oltre 200 che Google considera per la determinazione del ranking.

Sul blog ufficiale di Google si afferma che meno dell’1% delle query saranno influenzate da questo cambiamento; resta da capire se il dato corrisponde a verità o se è stato comunicato con l’obiettivo di contenere il panico dei webmaster (percepibile leggendo i commenti al post originale e quello di Cutts).

Veloce è meglio per tutti

Se all’annuncio di Google hai reagito pensando qualcosa tipo: “Maledizione! Adesso per posizionarmi bene su Google devo preoccuparmi anche di fare pagine che si carichino velocemente”, sei sulla cattiva strada.

La velocità di caricamento delle pagine avrebbe dovuto essere da sempre una tua preoccupazione; se non te ne sei occupato prima hai fatto male. Il motivo? Perché un sito veloce garantisce una buona user experience ed è la base per raggiungere un sufficiente livello di usabilità.

Se appartieni alla categoria di quelli che non alzano un dito senza prevedere un ritorno economico, considera che un sito più veloce può portare risultati insperati anche dal quel punto di vista. A questo proposito ti consiglio due articoli interessanti apparsi su Search Engine Land e Stepforth; entrambi gli autori sposano la tesi secondo cui c’è una correlazione diretta tra la velocità di un sito e le sue performance in termini di ROI e tassi di conversione.

Ritrovarsi a parlare di velocità di caricamento delle pagine è un po’ come fare un salto indietro nel tempo di 10 anni, quando le connessioni ADSL erano solo agli albori.
L’avvento della banda larga ha avuto l’effetto di accantonare il problema del tempo di risposta. I designer hanno così iniziato a sfogare la creatività repressa in tanti anni, arricchendo (e di conseguenza appesantendo) sempre più le pagine di elementi grafici, con il risultato che oggi alcuni siti si caricano più lentamente di quando navigavamo con il modem a 56 Kbps!

Minimizzare il tempo di caricamento delle pagine è un obiettivo che deve influenzare tutte le fasi del ciclo di sviluppo del sito, la cui velocità complessiva dipende da fattori quali:

  • linguaggio di programmazione/scripting e DBMS adottati
  • livello di interattività
  • ottimizzazione degli elementi multimediali (immagini, filmati Flash…)
  • “pulizia” del codice HTML
  • infrastruttura hardware e di rete (hosting/server dedicato, velocità di collegamento ad Internet ecc.)

L’utente al primo posto

Fin dagli anni ’80 i teorici ci hanno consigliato di adottare, nello sviluppo di un’applicazione o di un sito, la metodologia detta dello user-centered design che consiste nel mettere l’utente al centro del ciclo di sviluppo, focalizzandosi sui suoi bisogni, le sue abitudini e preferenze.

Il boom dei motori di ricerca, coinciso con l’enorme e rapida crescita di Google, ha dato origine alla Search Engine Optimization (SEO) spingendo molti web master a spostare il focus dall’utente al motore di ricerca. Il risultato sono tanti siti ben posizionati nelle SERP ma difficili da navigare.

L’annuncio di Google ci dà l’opportunità di ripristinare i giusti valori: gli utenti sono il fine, i motori di ricerca sono solo un mezzo per arrivare ad essi.
Cominciamo oggi, facendo quelle correzioni che consentano di rendere il nostro sito un po’ più veloce. Per una volta abbiamo il vantaggio di non dover scegliere chi accontentare tra utenti e motori di ricerca :)

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2 Commenti

  1. [...] Google premia i siti veloci [...]

  2. si infatti da un annetto ne tiene piu’ considerazione di questo parametro

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