Search Engine Optimization: ecco la piramide

La Search Engine Optimization (SEO) è sempre meno un problema di ottimizzazione del codice HTML e sempre più una questione di approccio allo sviluppo e alla promozione di un sito web che tenga conto, in ogni sua fase, della necessità di posizionarsi in modo ottimale all’interno delle SERP.

Con il supporto di un’immagine tratta da SEOmoz, vediamo quali sono gli aspetti SEO da considerare nel ciclo di sviluppo e promozione di un sito raffigurandoli all’interno di una piramide.

1. Contenuti

Il punto di partenza di qualsiasi strategia SEO devono necessariamente essere i contenuti che, non a caso, sono posizionati alla base della nostra piramide. Se anche riuscissi a raggiungere il massimo livello di ottimizzazione su un sito povero di contenuti, quello che otterresti sarebbero tante visite alle tue pagine ma uno scarso ritorno in termini di lead.  A meno che tu non voglia partecipare alle “Olimpiadi del click”, sarai sicuramente più interessato a vendere i tuoi prodotti/servizi piuttosto che a collezionare sterili pageviews.

Ecco alcuni consigli SEO da seguire per fare in modo di avere contenuti di qualità ed accessibili:

  • produci contenuti unici, differenziandoti dalla concorrenza
  • costruisci URL SEO-friendly
  • sviluppa un’architettura di link interni che favorisca l’usabilità da parte degli utenti e il crawling dei motori di ricerca
  • genera la sitemap ed inviala regolarmente ai motori di ricerca
  • gestisci in modo appropriato i server response code: ad esempio, crea una pagina 404 personalizzata e gestisci i contenuti trasferiti tramite un permanent redirect (301).

2. Fattori “on page”

Nella fase precedente ci siamo occupati di generare contenuti di qualità e di fare in modo che vengano indicizzati dai motori di ricerca. Il prossimo passo consiste nell’identificazione delle keywords sulle quali concentrare il lavoro di ottimizzazione. Per fare questo puoi utilizzare appositi tool quali lo Strumento per le parole chiave di Google AdWords, Overture (oggi confluito in Yahoo! Search Marketing) o Wordtracker.

Una volta identificate le parole chiave e le frasi target si passa all’ottimizzazione dei cosiddetti fattori on page:

  • revisione dei contenuti in ottica SEO, curando la frequenza ed il posizionamento delle keywords target (cosiddetta keyword density)
  • ottimizzazione del titolo della pagina e dei titoli di eventuali sezioni/sotto-sezioni
  • ottimizzazione dei meta-tag title, keywords e description
  • utilizzo corretto delle intestazioni di paragrafo (H1, H2 …Hn)
  • attenzione alla qualità dei link in uscita (non linkare siti di spam!)
  • ottimizzazione degli anchor text di tutti i link: in uscita, interni e delle ancore che puntano ad altre posizioni della stessa pagina

E’ importante sottolineare come questo lavoro di ottimizzazione vada fatto in modo specifico e differenziato per ogni pagina che compone il sito.

3. Link building

Arrivati a questo punto abbiamo fatto tutto ciò che è necessario per favorire l’indicizzazione dei nostri contenuti da parte dei motori. Se abbiamo lavorato bene, quanto fatto finora ci garantirà un elevato numero di visite provenienti dalle SERP.

Ora dobbiamo preoccuparci di aumentare il traffico proveniente da altri siti; l’unica strada per fare questo è ottenere un elevato numero di link in ingresso i quali ci porteranno un ulteriore aumento di visite provenienti dai motori. L’incremento dei link (di qualità) in ingresso comporta, infatti, un aumento del PageRank con conseguente guadagno di posizioni all’interno delle SERP.

La domanda ora è: come ottenere link in ingresso? Dato per scontato di evitare i link a pagamento, sia per motivi etici che per evitare penalizzazioni da parte dei motori, la soluzione ci riporta nuovamente alla base della nostra piramide: i contenuti. Se scrivi contenuti di qualità, originali e utili per i tuoi visitatori, gli altri siti ti linkeranno in modo naturale, senza che tu debba chiedere nulla.

In aggiunta (attenzione, non in alternativa!) puoi ottenere altri link in ingresso utilizzando altri canali quali: siti di partner, forum, siti di article marketing, siti di news rating ecc.

In questo video Matt Cutts, esponente di spicco di Google, spiega come, ai fini dell’indicizzazione, sia molto più importante avere contenuti di qualità rispetto a molti link in ingresso, magari da siti con basso trust.

4. Social media

L’apice della nostra piramide è dedicato al social networking, oggi un must per chi vuole promuovere la propria attività sul web. Una strategia corretta di approccio ai social network prevede:

  • presenza: crea la pagina legata alla tua attività sui social network più diffusi: fan page di Facebook, account Twitter, canale YouTube ecc.
  • interazione: se leggi anche solo sporadicamente il BernaBlog avrai imparato come non sia sufficiente essere sui social network. Trattandosi di canali nati per “conversare”, ciò che dovrai fare è interagire con i tuoi contatti, dando loro qualcosa (semplice attenzione o vantaggi economici legati ad offerte speciali, omaggi ecc.) che non possono trovare visitando il tuo sito. L’interazione deve ovviamente partire dal tuo sito che dovrà integrare i social widget (vedi sidebar a destra) presentando agli utenti tutte le possibilità a loro disposizione per interagire con te o la tua azienda.

Allora, sei pronto a scalare la piramide SEO?

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3 Commenti

  1. [...] Engine Optimization: ecco la piramide Fonte: http://www.bernablog.com/1064/search-engine-optimization-piramide/ La Search Engine Optimization (SEO) è sempre meno un problema di ottimizzazione del codice [...]

  2. [...] 01) Search Engine Optimization: ecco la piramide [...]

  3. Tovo questo grafico della piramide SEO davvero esplicativo. Grazie!

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