Tu che utente Facebook sei?

Facebook

Da quando il giovane Mark Zuckerberg lo ha concepito come strumento per mantenere in contatto ex compagni di classe, Facebook ne ha fatta tanta di strada, fino ad arrivare ad essere più utilizzato perfino di Google o della posta elettronica.

Nel tempo il social network si è evoluto, aggiungendo nuove funzionalità ed offrendosi agli utilizzi più disparati. Questa varietà ha finito per dar vita a delle distorsioni, ad utilizzi che vanno al di là non solo della concezione iniziale che Zuckerberg aveva del mezzo, ma spesso anche del buon senso.

Vediamo allora l’identikit di alcuni utilizzatori anomali del più famoso social network.

L’esibizionista

L’esibizionista è l’utente che ha trovato in Facebook lo strumento ideale per dare libero sfogo al proprio narcisismo. E’ colui che sente il bisogno irrefrenabile di condividere tutto ciò che lo riguarda: fotografie, video, pensieri, opere, e chi più ne ha…

Normalmente questo soggetto è facilmente riconoscibile da un dato numerico: uno strabiliante numero di amici … o forse dovremmo chiamarle vittime?

Se è vero che esiste una netiquette, cioè un insieme di regole che ci insegnano come vivere su Internet, allora una norma non scritta di Facebook dovrebbe importi di chiederti: “quello che sto pubblicando può interessare vagamente almeno il 10% dei miei amici?” Provaci, i risultati posso essere sorprendenti.

Il guardone

E’ l’esatto opposto dell’esibizionista. E’ l’utente che si limita a curiosare nei profili altrui, senza interagire in alcun modo e cibandosi del grasso che cola dalle tavole degli esibizionisti.

E’ vero, queste persone non fanno nulla di male, ma rientrano a pieno titolo tra gli utenti anomali dal momento che Facebook nasce come piattaforma di comunicazione, non come paradiso dei voyeur :)

Il coercizzato

E’ colui che è stato obbligato ad iscriversi dalla moda, dalla curiosità del momento, dall’insistenza di amici e parenti ma, dopo un breve periodo dedicato alla scoperta del mezzo, ha abbandonato il proprio profilo a sé stesso.

Un consiglio: non intavolare una discussione con queste persone cercando di spiegar loro cosa si perdono, potresti accorgerti di avere molti meno argomenti di quanto pensi.

Il P.R.

Il P.R. è colui che su Facebook ha assunto la missione di diffondere qualsiasi iniziativa gli passi sotto il naso. Praticamente passa la giornata ad inviare, rigorosamente a tutti gli amici, senza un minimo di selezione in base agli interessi dei singoli, inviti ad unirsi ai gruppi più disparati o a diventare fan dei soggetti più improbabili.

Qui il discorso sulla netiquette fatto per l’esibizionista vale all’ennesima potenza.

Il markettaro

Il markettaro si distingue dal P.R. perché utilizza Facebook per promuovere le proprie attività.

E qui, caro lettore, devo farti una confessione: anch’io ci sono cascato. Ebbene sì, lo ammetto, fino ad oggi ho ripubblicato sul mio profilo personale tutti i post scritti per questo blog.

Se stai pensando “cosa c’è di male?” ti ringrazio per la comprensione. Anche questa però è una distorsione nell’utilizzo del social network. D’altronde è più forte di noi: chi si occupa a vario titolo di marketing o comunicazione ha la tendenza innata a ricercare il modo di sfruttare qualsiasi nuovo servizio Internet a scopi promozionali. L’abbiamo fatto con i siti web, l’e-mail (da qui la nascita del direct e-mailing), i forum, ed ora con i social network.

Su Facebook il peccato è ancora più grave perché esiste uno strumento ad hoc per promozionare un’azienda, un bene, un servizio, un blog o quant’altro: le “Fan page”. Ecco perché non è corretto riempire la pagina personale di messaggi legati alla propria attività.

Queste considerazioni mi hanno portato alla decisione di creare la Fan page del BernaBlog (a proposito, vai sulla colonna di destra se vuoi diventare fan ;) ), rimuovendo dalla mia pagina personale tutto ciò che riguarda le mie attività.

La cosa curiosa è che il giorno dopo aver preso questa decisione mi sono imbattuto in questo post di Darren Rowse, uno dei più grandi blogger professionisti, che comunica esattamente la mia stessa decisione: quella di aprire una fan page per il suo blog e di depurare la pagina personale da qualsiasi contenuto legato al blog. Rowse contestualmente annunciava di revocare l’amicizia a tutti coloro che non conosceva personalmente e che erano entrati in contatto con lui semplicemente grazie alle sue attività sulla Rete. Un processo di rimozione delle distorsioni in piena regola.

Conclusioni

Mi sono divertito a creare queste categorie di utenti anomali di Facebook, senza alcuna volontà di fare una classificazione scientifica.

Voglio però che sia chiaro il concetto che ha fatto scaturire questo articolo: Facebook è un canale di comunicazione, non molto diverso dal telefono o dalla buona, vecchia lettera scritta di pugno.

Ogni qual volta stai per caricare una fotografia, condividere un video o un tuo pensiero, inviare un invito, chiediti: “questa cosa potrà scaturire interesse, emozione, utilità nei miei amici?”.

Ti stupirai di quanto spesso ti troverai a frenare il tuo dito indice prima del fatidico click.

E tu, in quale profilo ti riconosci? Non dirmi che proprio tu sei un utente “normale” :)

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5 Commenti

  1. Markettara mi sa…
    nel senso che ho attivato 2 servizi automatici, twitter e tweetpo.st, che pubblicano in automatico le notizie del blog
    ma siccome non è un blog a pagamento, né un’azienda, ma è una cosa che _voglio_ si diffonda, c’ha sia la fan page sia la condivisione in home(si parla di dipendenza da internet) e Roberto se mi consenti cito dentro anche quest’articolo qui appena ho tempo. ciao.

  2. Roberto Bernazzani

    @Talksina: eh no, anche se non ci guadagni non conta, comunque sei markettara anche tu :)
    A parte gli scherzi, molto interessante il tema della dipendenza da Internet, sentiti pure libera di condividere anche qui i tuoi pensieri.

  3. Dovessi scegliere tra questi sarebbe il markettaro di sicuro, in realtà sono stato coercizzato dai markettari per essere markettaro LOL

    Ciao Roberto!

  4. Roberto Bernazzani

    Ciao Yuri, il markettaro coercizzato non l’avevo proprio considerato, al prossimo articolo simile lo aggiungo :)

  5. anche io sono un Il markettaro… :D è più forte di me!!

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