Nokia: quando il servizio diventa una commodity

Partiamo da una notizia di qualche giorno fa:

Nokia annuncia che offrirà gratuitamente sui propri smartphone dotati di GPS un servizio di navigazione satellitare chiamato Ovi Maps.

Bei tempi, avranno pensato alla Nokia, quando erano leader, almeno in Europa, nel settore dei telefoni cellulari. Certo non mancava la concorrenza, ma Nokia riusciva ad emergere grazie ad un buon design associato a un ottimo software.

Poi l’incantesimo si è rotto e ai soliti concorrenti (Motorola, Samsung, Sony …) si sono aggiunti due colossi provenienti “dall’altro mondo”, quello dell’informatica. Stiamo parlando di Apple con il suo iPhone e, anche se in misura minore, Google con Android.

Nel gelo della Finlandia si sono allora posti il problema: come contrastare l’avanzata dei due nuovi concorrenti? A prima vista la soluzione trovata non sembra particolarmente creativa: si tratta del classico “prodotto/servizio civetta”. Rispetto ad altri casi simili, però, mi sembra di intravedere due elementi di novità.

Servizi, non prodotti

Nel mondo dell’ICT siamo abituati a veder trattare i prodotti come delle commodity, sfruttate per favorire la vendita di servizi.

Pensiamo ai modem ADSL dati in comodato gratuito per vendere le connessioni Internet, magari associate a servizi di telefonia. Stesso meccanismo per i decoder della tv satellitare, utilizzati come “testa di ponte” per piazzare abbonamenti ai vari pacchetti.

Il caso Nokia è uno dei pochi in cui ad essere offerto gratuitamente è un servizio. Questo approccio risulta vincente solo a condizione che il servizio offerto sia una vera killer application, cioè di uno di quei servizi che gli utenti pretendono di avere sul proprio cellulare. Con la navigazione GPS Nokia sembra proprio aver fatto la scelta giusta.

Nokia non è Google

L’azienda che più di ogni altra ci ha abituati al “gratis” è indubbiamente Google. BigG ha da sempre offerto gran parte dei propri servizi (e-mail, software di office automation ecc.) a costo zero per l’utente, basando interamente le proprie entrate sull’advertising.

Ciò che caratterizza Google è che i suoi servizi sono sviluppati interamente in-house. Spesso (è il caso di Gmail e Google Docs) si tratta addirittura di applicazioni create ad uso interno e successivamente aperte al pubblico.

La possibilità di realizzare questi servizi internamente rappresenta un valore aggiunto perché consente di non dipendere da fornitori esterni, prevedendo con precisione chirurgica i costi e, di conseguenza, le entrate che è necessario generare affinchè il modello del gratis sia remunerativo.

Diverso è il caso di Nokia che acquista il servizio di navigazione (mappe e software) da fornitori esterni. Non sto dicendo ovviamente avrebbe dovuto sviluppare internamente una soluzione di navigazione GPS, scelta che sarebbe risultata sicuramente anti-economica; vale tuttavia la pena sottolineare il coraggio che ha avuto Nokia nell’attuare questa strategia.

E adesso?

Restano aperti due interrogativi:

  • L’incremento di vendite derivante dalla scelta di Nokia sarà sufficiente a coprire il costo della servizio?
  • Come reagiranno i leader nel settore della navigazione (Tom Tom e Garmin, le cui azioni in Borsa sono già crollate) e gli altri produttori di telefoni cellulari?

Il tempo e il mercato ci forniranno le risposte. O vuoi provare tu a fare una previsione? :)

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