Come funziona un motore di ricerca?

Se sei un esperto di SEO (Search Engine Optimization), indicizzazione, posizionamento e tutte queste diavolerie, questo post non fa per te. Torna a trovare il BernaBlog tra qualche giorno.

In questo articolo, infatti, illustreremo i concetti base sul funzionamento di un motore di ricerca. Per farlo partiamo da un video in cui Matt Cutts spiega il funzionamento di Google. Inutile dire che la stessa spiegazione vale, pur con minime differenze, anche per gli altri motori di ricerca.
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Sviluppare una linking strategy efficace in 5 passi

Linking Strategy

Ci hai mai pensato? Senza il link, oggi non esisterebbe Internet.

Il link è quell’aggeggio che ci ha permesso di passare dal concetto di documento statico ed isolato dal contesto a quello di ipertesto, un testo che contiene collegamenti ad altre parti dello stesso o, più frequentemente, ad altri documenti.

Oltre a fungere da motore per Internet, il link può avere una ricaduta pesante anche sul tuo business, a condizione, ovviamente, che tu abbia almeno una pagina web online. Avere tanti link in ingresso verso il tuo sito può infatti portarti due vantaggi:

  • un incremento di visite, con conseguente aumento della customer base potenziale
  • un miglior  posizionamento nelle ricerche sui motori (SEO).

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BernaBlog Top 5: gennaio-marzo 2010

BernaBlog Top 5

Ecco la lista dei 5 articoli del BernaBlog più letti nel primo trimestre 2010:

  1. 7 passi per garantire l’indicizzazione dei tuoi articoli
  2. Come costruire URL SEO-friendly
  3. Quale traffico per il tuo sito?
  4. Come diventare un blogger professionista
  5. Search Engine Optimization: ecco la piramide

Quanto conta l’età di un sito per il suo posizionamento?

Quanto incide il numero di anni per cui un dominio viene registrato sul suo posizionamento nei motori di ricerca?

A dar retta all’opinione di alcuni esperti (ultimo in ordine cronologico Emiliano Pasqualetti su MasterNewMedia) sembrerebbe non poco.

Secondo una teoria che gira da tempo in Internet, registrare un dominio per un periodo superiore ad un anno porterebbe benefici in termini di SEO. Questa corrente di pensiero è stata ulteriormente rafforzata da due fatti:

  1. Google è da anni un registrar accreditato ICANN, avendo così accesso ad informazioni ancora più dettagliate sui nomi a dominio;
  2. Google ha recentemente registrato alcuni brevetti che gli consentono di sapere per quanti anni un dominio viene registrato e di analizzare lo storico del dominio stesso.

In un video recente, però, Matt Cutts è intervenuto sul tema smentendo questi rumors:

Cutts sottolinea come il potenziale accesso ad informazioni sui domini non significa che Google consideri questo fattore tra i 200 utilizzati per determinare il posizionamento di un sito.

Registrare un dominio per più anni può comunque portare altri benefici quali un risparmio economico, derivante da un minor prezzo annuo, e un minor rischio di dimenticare di rinnovare il dominio.

Resta da capire se l’opinione espressa da Matt Cutts sia l’ennesimo tentativo di “depistare” i SEO di tutto il mondo o se risponde realmente a realtà. Tu cosa ne pensi? Hai evidenze empiriche su casi del genere?

Google premia i siti veloci

Alla fine, dopo tanti rumors, è arrivata la conferma ufficiale: Google ha inserito la velocità di caricamento delle pagine tra i parametri usati per determinarne il ranking nelle SERP. In altri termini, a parità di qualsiasi altro indicatore, Google premia i siti veloci rispetto a quelli lenti.

Facciamo alcune considerazioni su questa news, prendendo spunto dal commento di Matt Cutts sul suo blog:

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Search Engine Optimization: ecco la piramide

La Search Engine Optimization (SEO) è sempre meno un problema di ottimizzazione del codice HTML e sempre più una questione di approccio allo sviluppo e alla promozione di un sito web che tenga conto, in ogni sua fase, della necessità di posizionarsi in modo ottimale all’interno delle SERP.

Con il supporto di un’immagine tratta da SEOmoz, vediamo quali sono gli aspetti SEO da considerare nel ciclo di sviluppo e promozione di un sito raffigurandoli all’interno di una piramide.

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Tu che utente Facebook sei?

Facebook

Da quando il giovane Mark Zuckerberg lo ha concepito come strumento per mantenere in contatto ex compagni di classe, Facebook ne ha fatta tanta di strada, fino ad arrivare ad essere più utilizzato perfino di Google o della posta elettronica.

Nel tempo il social network si è evoluto, aggiungendo nuove funzionalità ed offrendosi agli utilizzi più disparati. Questa varietà ha finito per dar vita a delle distorsioni, ad utilizzi che vanno al di là non solo della concezione iniziale che Zuckerberg aveva del mezzo, ma spesso anche del buon senso.

Vediamo allora l’identikit di alcuni utilizzatori anomali del più famoso social network.

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Perché il 2010 sarà (davvero) l’anno del mobile

Mobile phone

Alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta negli ultimi anni: “questo sarà l’anno del mobile”.

Puntualmente però, a fine anno, i dati arrivavano a smentirci: i dispositivi mobili hanno sì raggiunto una diffusione capillare, soprattutto in Italia, ma gli utilizzi che vanno al di là della classica telefonata o del messaggino sono molto rari.

Il 2010 sembra però l’anno della svolta, quello che in futuro potrà essere davvero ricordato come “l’anno del mobile”. Da cosa mi deriva tutta questa sicurezza? Dal fatto che oggi, rispetto al passato, sembra ci sia il conforto dei numeri:

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Come diventare un blogger professionista

Blogger professionista

La lamentela più frequente nel mondo del blogging è: “(in Italia) non è possibile vivere facendo solo il blogger”.

Probabilmente è così. I casi di successo di blogger professionisti nel Belpaese si contano sulle dita di una mano. Una cosa è certa: se vuoi che il tuo sogno di vivere grazie ai proventi del tuo blog si avveri devi approcciarlo come faresti con qualsiasi altra attività imprenditoriale. Con un vantaggio: sarai il capo di te stesso.

Vediamo, dunque, come devi comportarti se vuoi diventare un blogger professionista.

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Nokia: quando il servizio diventa una commodity

Partiamo da una notizia di qualche giorno fa:

Nokia annuncia che offrirà gratuitamente sui propri smartphone dotati di GPS un servizio di navigazione satellitare chiamato Ovi Maps.

Bei tempi, avranno pensato alla Nokia, quando erano leader, almeno in Europa, nel settore dei telefoni cellulari. Certo non mancava la concorrenza, ma Nokia riusciva ad emergere grazie ad un buon design associato a un ottimo software.

Poi l’incantesimo si è rotto e ai soliti concorrenti (Motorola, Samsung, Sony …) si sono aggiunti due colossi provenienti “dall’altro mondo”, quello dell’informatica. Stiamo parlando di Apple con il suo iPhone e, anche se in misura minore, Google con Android.

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